PVR limite ricarica 100 euro in contanti, Prof. Razzante (Pres. AIRA): “Una norma da rivedere. Già esistono soluzioni per superare il problema e rispettare tutte le norme sull’antiriciclaggio”

L’entrata in vigore, Il 13 maggio 2026, del limite settimanale di 100 euro per le ricariche effettuate in contanti sui conti di gioco online attraverso i PVR, ha avuto un importante impatto sulla rete dei Punti Vendita Ricariche. Si tratta di una misura prevista dal decreto legislativo n. 41 del 2024. Ora c’è grande attesa per la Determina dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che dovrà fare chiarezza sui sistemi di pagamento. Sulla questione è intervenuto il Professor Ranieri Razzante, presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Anticiclaggio, in una esclusiva intervista rilasciata ad Agimeg.

“La questione delle ricariche in contante dei conti di gioco è mal posta e nasce da un gravissimo errore del legislatore che non ha considerato tutte le variabili della catena del valore del gioco online e probabilmente è stato viziato da pregiudizi che nel nostro sistema dovrebbero non avere diritto di cittadinanza. Se un giocatore si reca a effettuare scommesse in cassa e non possiede un conto di gioco online, può giocare fino a 4.999 euro in contanti”.

“Fisicamente si può quindi giocare fino a 5.000 euro a settimana. Le ricariche sui conti di gioco seguivano la stessa modalità. E’ palese che la ricarica del conto di gioco è più sicura laddove si volesse evitare l’utilizzo eccessivo del contante. Il contante è uno strumento che meglio si presta a fenomeni elusivi della normativa anticiciclaggio, ma è pur vero che le statistiche ci dicono che il contante viene utilizzato per i volumi inferiori del riciclaggio mondiale, mentre i grandi movimenti si fanno con ben altri strumenti, tutti tracciabili se vogliamo utilizzare il criterio della tracciabilità”.

“E’ il caso di ricordare che il riciclaggio è quel reato, ma anche un fenomeno economico, che consiste nel trasferimento di ricchezza di natura illecita verso sistemi che accettano pagamenti di ogni tipo, con qualsiasi strumento: dal contante al bonifico, passando per le carte di credito e le piattaforme di crowdfunding, piuttosto che i mutui,  i rimborsi di crediti o altro”.

“Colui che ricicla non ha nessun interesse a non tracciare, perché deve pulire il denaro non lo deve sporcare, non si deve far trovare senza ricevute. E’ evidente che solo per un micro riciclaggio, che pur sempre riprovevole, si utilizza il contante in misura marginale. Ciò detto, se questa è la finalità, ridurre a 100 euro il limite del contante per le giocate ovviamente pregiudica unicamente i giocatori che non vogliono riciclare”.

Ranieri Razzante

“I conti di gioco sono stati istituiti proprio per agevolare la tracciabilità e limitare l’utilizzo del contante. Per poter ricaricare un conto di gioco oggi bisogna essere univocamente identificati. Solo il titolare lo può ricaricare e, soprattutto, non ce lo dimentichiamo, solo il titolare può ricevere somme sul conto di gioco che peraltro non può prelevare. Ricordo infatti che esiste il divieto di prelevamento dai conti di gioco, dove i soldi arrivano solamente se si vince. Ora sia le giocate sia le vincite, insomma ogni tipo di movimento è soggetto a norme specifiche e controllato in tempo reale dai concessionari e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quindi da un’Autorità”.

“Tutti i movimenti sono quindi disponibili in tempo reale all’Autorità preposta. Nessun movimento sul conto di gioco può sfuggire. Allora mi si deve spiegare la logica di una corrente di opinione che non vuole consentire a chi vuole giocare di farsi ricaricare il conto di gioco anche con somme superiori ai 100 euro e nei limiti delle norme antiriciclaggio. Insomma, si dovrebbe consentire di ricaricare di più purché sia garantita, ripeto, la nominatività e la tracciabilità della ricarica.”

“Ricarica, quindi ingresso del denaro sul conto di gioco, uscita del denaro solamente in caso di accredito di vincite”.

“La soluzione da più parti prospettata, del cosiddetto voucher nominativo sarebbe affiancabile a soluzioni già presenti di titoli nominativi, perché è chiaro che non esistono possibilità di ricaricare un conto di gioco con strumenti al portatore e si garantirebbero le quattro condizioni fondamentali per qualificare come tracciabile un sistema di pagamento”:

  1. pagamento riconducibile ad un unico soggetto,
  2. utilizzabilità del pagamento e quindi di quel titolo che viene rilasciato dall’esercente esclusivamente sul conto di gioco, che deve essere intestato allo stesso soggetto che sta facendo la ricarica,
  3. immodificabilità dell’operazione o del titolo (il titolo rilasciato a Mario Rossi non è da Mario Rossi modificabile in nessun modo),
  4. il titolo non deve essere in alcun modo trasferibile a terzi.

“Queste quattro condizioni, in maniera incontestabile, assegnano la patente di tracciabilità a qualsiasi strumento che possa essere creato dalle prassi operative per identificare il titolare, per identificare il giocatore e per identificare tutti, e sottolineo tutti, i movimenti che vadano a finire sul conto di gioco”.

“La normativa antiriciclaggio l’aveva già in qualche modo previsto all’articolo 53, perché parla di contante e strumenti tracciabili e non vedo allora perché si debba ancora cercare di penalizzare un settore che con questa scellerata previsione avrebbe un grande danno dal punto di vista della occupazione, della raccolta, favorendo i siti illegali e la criminalità organizzata“. sb/AGIMEG