Caso Polymarket, La Stampa: “La piattaforma sbarca nel calcio di Serie A, ma non è autorizzata in Italia”. Ieri il logo presente sulle maglie della Lazio nella finale di Coppa Italia contro l’Inter

L’accordo tra la Lazio e Polymarket approda sulle pagine de La Stampa, che oggi dedica un approfondimento alla piattaforma statunitense di prediction market diventata sponsor del club biancoceleste. Il quotidiano evidenzia però come il sito non sia autorizzato a operare in Italia e sottolinea i dubbi regolatori che continuano a circondare il modello di business della società americana.

Secondo quanto riportato da La Stampa, il 18 aprile scorso la Lazio ha annunciato un accordo da 22 milioni di dollari con Polymarket, che diventerà main sponsor comparendo sulla maglia biancoceleste. La piattaforma, nata come mercato predittivo, consente agli utenti di puntare sull’esito di eventi futuri di vario genere: dalla politica internazionale agli scenari economici, fino agli eventi sportivi.

Il nodo della regolamentazione

L’articolo ricorda come negli Stati Uniti Polymarket stia trattando con la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) per ottenere il via libera definitivo. Tuttavia, il quadro normativo rimane complesso e, secondo gli esperti citati dal quotidiano, il confine tra strumenti finanziari, prediction market e vere e proprie scommesse resta ancora poco chiaro.

Nell’articolo viene citato Benjamin Schiffrin, direttore della Securities Policy per Better Markets, secondo cui piattaforme come Polymarket “dovrebbero essere trattate come piattaforme di gioco d’azzardo”, evidenziando la mancanza di regole uniformi e controlli chiari.

In Italia il sito non è autorizzato

Uno dei punti centrali dell’articolo riguarda proprio la situazione italiana. La Stampa sottolinea che Polymarket non dispone di concessione ADM e che le scommesse offerte sulla piattaforma non sono autorizzate nel nostro Paese.

Secondo quanto riportato, gli utenti italiani continuerebbero comunque ad accedere al sito utilizzando VPN per aggirare le limitazioni geografiche. La transazione tramite blockchain, osserva il quotidiano, renderebbe inoltre più difficile la tracciabilità delle operazioni.

Nel pezzo viene ricordato anche il diverso sistema di vigilanza esistente in Italia: da una parte il comparto del gioco pubblico regolato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dall’altra i mercati finanziari vigilati dalla Consob. Proprio la Consob, contattata da La Stampa, avrebbe precisato che le attività collegate a queste scommesse non rientrano nelle sue competenze.

Una piattaforma da miliardi

L’articolo evidenzia infine la crescita economica di Polymarket. Secondo i dati riportati da La Stampa, la piattaforma avrebbe raggiunto una valutazione di 15 miliardi di dollari a fine aprile, mentre il volume mensile degli scambi generato insieme a Kalshi sarebbe pari a circa 25 miliardi di dollari.

Il caso continua quindi ad alimentare il dibattito internazionale sul confine tra mercati predittivi, finanza speculativa e scommesse, soprattutto dopo l’ingresso della piattaforma nel calcio italiano attraverso la partnership con la Lazio.

Ricordiamo che la Lazio è scesa in campo ieri sera, nella finale di Coppa Italia persa contro l’Inter, con il logo Polymarket sulla maglia. La finale è stata trasmessa in diretta da Canale 5. sb/AGIMEG