Si riaccende il contenzioso legato alla sala slot della AllStar srl situata nella zona della Veneggia, vicino al centro commerciale di Venezia. Come riportato dal quotidiano Corriere delle Alpi, la società ha deciso di proseguire la battaglia legale contro il Comune di Venezia, tornando davanti alla Corte d’Appello con una richiesta di risarcimento pari a circa 1,8 milioni di euro.
Il nodo del bancomat
La vicenda nasce dalla mancata autorizzazione concessa dal Comune per l’apertura dell’attività. Palazzo Rosso aveva infatti ritenuto la posizione della sala incompatibile con le norme sui “luoghi sensibili”, poiché nelle vicinanze era presente uno sportello bancomat. Secondo l’amministrazione comunale, la possibilità di prelevare denaro a pochi metri da una sala giochi avrebbe potuto favorire situazioni problematiche legate al gioco patologico.
Dal TAR al Consiglio di Stato
Negli anni il caso è passato attraverso diversi gradi di giudizio. In una prima fase, il TAR aveva dato ragione alla società, sostenendo che il bancomat non potesse essere considerato un luogo sensibile ai sensi della normativa regionale. Successivamente, però, il Consiglio di Stato aveva ribaltato quella decisione accogliendo il ricorso del Comune e confermando di fatto la chiusura della sala slot.
La richiesta da 1,8 milioni
La società ha quindi scelto di spostare il confronto davanti al giudice ordinario, chiedendo un indennizzo economico per il danno subito e per il mancato guadagno derivante dall’impossibilità di avviare l’attività. La richiesta complessiva ammonta a circa 1,8 milioni di euro.
Il nuovo appello
Secondo quanto riferisce il Corriere delle Alpi, in primo grado il tribunale civile aveva dato ragione al Comune nel 2021, ritenendo che la questione fosse già stata affrontata dalla giustizia amministrativa. Ora però AllStar Srl ha presentato un nuovo appello, riaprendo di fatto una vicenda che va avanti da diversi anni e che continua a rappresentare uno dei casi più discussi sul rapporto tra regolamentazione del gioco pubblico e normativa locale sui luoghi sensibili. sb/AGIMEG









