Luca Turchi, Ufficio Controlli Giochi, Direzione Giochi ADM, ha preso parte all’incontro a Roma dal titolo “Salone Antiriciclaggio: il Focus Gaming riunisce a Roma operatori e istituzioni sui rischi AML nel settore del gioco”.
“La questione non riguarda solo i rischi ingiustificati. Qui il campo si allarga anche all’opinione pubblica e al cittadino. La prima analisi da fare è capire quanto sia colpa nostra, ovvero dell’intero comparto partendo anche dai concessionari, dagli operatori e anche dalla politica“, le parole di Luca Turchi.
Verso un nuovo settore del gioco
“Bisogna spiegare cosa succede e punire le situazioni che avvengono in maniera impropria, inopportuna o illegale. Attualmente siamo arrivati a 46 operatori online con 52 concessioni. Prima di novembre ne avevamo quasi il doppio. Questa contrazione deve favorire la capacità dell’operatore stesso di rispettare i criteri delle norme“.
“Gli operatori che hanno partecipato alla gara devono inquadrare le nuove regole, che stiamo apportando man mano. Dobbiamo capire che stiamo andando verso una nuova percezione del gioco, che ha tra gli altri due pilastri fondanti: la tutela del giocatore e il controllo del giocato“, ha aggiunto.
Antiriciclaggio e ricarica
Turchi ha poi posto l’accento sull’aspetto del riciclaggio nel gioco: “Adesso abbiamo la regolamentazione unitaria, in cui viene detto cosa possono fare gli operatori e i loro affiliati. Stiamo aspettando l’AMLA (Anti-Money Laundering Authority), ma nel frattempo dobbiamo attenerci a quello che dice l’attuale decreto legislativo 41 del 2024. Quindi tra le varie cose i concessionari devono attenersi al paletto dei 100 euro settimanali di ricarica anche per poter essere fedeli ai criteri antiriciclaggio. Noi ci siamo se serve un conforto o un ausilio, ma ci saremo anche se riscontreremo qualcosa che non va e agiremo di conseguenza“. ap/AGIMEG










