Nel corso dell’Italian Gaming Expo 2026, durante l’incontro “Limiti alla pubblicità, gioco responsabile e conformità: domande e risposte con AGCOM”, Davide Gallino, Direzione Servizi Media dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è intervenuto in dialogo con Andrea Marchetti, Partner & Director WH Italy, affrontando i principali nodi legati alla regolamentazione della comunicazione nel settore del gioco.
Linee guida e consultazione aperta
Gallino ha illustrato il nuovo percorso avviato dall’Autorità: “Questa nuova consultazione – denominata ‘Linee guida di contrasto alla ludopatia’ – fornisce elementi operativi, alcuni dei quali avrebbero potuto essere più puntuali, come la questione dei testimonial. Abbiamo scelto una formula più ampia: ci aspettiamo che il mercato ci fornisca indicazioni precise. La consultazione è aperta fino al 7 maggio, ma chi vorrà potrà intervenire anche in seguito”.
Sanzioni e squilibri applicativi
Un passaggio centrale riguarda il tema delle sanzioni applicate negli ultimi anni: “Nel corso degli anni AGCOM ha sanzionato numerosi tipster, content creator e piattaforme in applicazione del decreto dignità. Avevamo già segnalato al Governo che alcune sanzioni fossero sproporzionate: abbiamo irrogato multe da 50.000 euro a content creator su YouTube, con un evidente squilibrio tra condotta e sanzione”.
Gallino ha chiarito che l’attività sanzionatoria proseguirà, ma con un’attenzione più ampia: “Continueremo a sanzionare, ma le nostre linee guida devono anche tutelare gli operatori concessionari. La priorità è combattere gli account gestiti tramite intelligenza artificiale e avatar, che operano al di fuori del contesto regolatorio italiano”.
Tipster, influencer e distinzione tra legale e illegale
Sul tema della comunicazione digitale, Gallino ha evidenziato la necessità di distinguere chiaramente i diversi soggetti: “Per AGCOM l’influencer è un fornitore di servizi media, un piccolo broadcaster con responsabilità editoriale sul contenuto, che opera a scopo di lucro. Il nodo è la distinzione tra tipster e influencer: chi ha ottenuto una concessione in Italia può utilizzare un tipster come affiliato”.
E ha aggiunto: “Chi invece opera dall’estero in modo illegale va trattato diversamente, con una valutazione caso per caso, senza automatismi. La prima linea di confine è tra chi opera in accordo con concessionari italiani e chi no. Vale per i singoli, vale anche per le piattaforme”.
Il ruolo delle piattaforme e il quadro europeo
Gallino ha poi affrontato il tema della responsabilità delle piattaforme digitali: “Sul fronte della responsabilità dei social media, c’è stata un’occasione perduta quando la Commissione europea ha scelto di proseguire con l’impostazione dei primi anni Duemila, quando le piattaforme non avevano il peso che hanno oggi”.
E ancora: “Le piattaforme non sono del tutto impermeabili alle indicazioni, ma tendono ad agire solo a danno già avvenuto. Va tenuta ferma la distinzione tra operatori regolamentati – che hanno diritti – e operatori non regolamentati”.
Secondo Gallino, resta aperto un nodo a livello comunitario: “La giurisprudenza europea non ci aiuta: in alcuni casi il fattore determinante è stata la bravura degli avvocati delle piattaforme. C’è un corto circuito evidente tra Stati membri e Commissione europea che va affrontato”.
Testimonial e comunicazione del gioco responsabile
Un tema particolarmente delicato riguarda l’utilizzo dei testimonial: “Sull’uso di personaggi noti per promuovere il gioco responsabile: se il testimonial non ha legami con il mondo del betting, la scelta può risultare più credibile. Se invece è figura vicina all’ambiente sportivo, lo è meno”.
Infine, Gallino ha spiegato la logica alla base delle nuove linee guida: “L’approccio più ampio delle linee guida era intenzionale: volevamo capire il sentiment degli operatori. Chi ritiene che l’impostazione lasci troppo margine di discrezionalità ci scriva, prenderemo nota di tutto. Sono previste anche audizioni per chi desidera partecipare”.
E ha concluso: “Va ricordato che il decreto lo ha varato il Governo: noi, come gli operatori, siamo chiamati ad applicarlo”. fp/AGIMEG










