Nel corso dell’Italian Gaming Expo 2026, Antonio Giuliani, Direttore Online Scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è intervenuto sul tema della comunicazione del gioco responsabile, evidenziando criticità e margini di miglioramento nel modo in cui il messaggio viene oggi trasmesso.
Percezione del rischio e comunicazione
Giuliani ha sottolineato come esista una distanza tra percezione individuale e realtà del fenomeno: “Tutti si ritengono responsabili e al contempo immuni dal gioco patologico. I primi esempi di comunicazione responsabile hanno puntato ad altro piuttosto che alla mera modalità di gioco responsabile”.
Mancanza di una linea chiara
Secondo il rappresentante di ADM, il settore non ha ancora definito confini precisi:
“Ad oggi non c’è ancora una linea di demarcazione su cosa è responsabile o cosa no. Per questo è bene individuare alcuni messaggi che possano aiutare in tal senso. Lo spot di 30 secondi di certo non aiuta a risolvere il problema”.
Target e limiti degli spot
Un altro elemento critico riguarda il pubblico raggiunto dalle campagne:
“La maggior parte degli spot va in onda quando ci sono le partite di calcio. Quindi va ad intercettare un determinato target di scommettitore”.
Da qui la necessità di ampliare l’approccio: “A mio avviso si dovrà dare spazio non solo alla mera comunicazione di sensibilizzazione, ma anche ad azioni positive nei confronti di alcuni target come, ad esempio, i ragazzi delle scuole. Con i dati che abbiamo possiamo fare questo lavoro mirato proponendo delle soluzioni”.
Il tema della percezione del gioco
Infine, Giuliani ha posto l’attenzione sull’impatto stesso del linguaggio utilizzato:
“Già usare l’aggettivo ‘responsabile’ vicino alla parola ‘gioco’ fa capire che di base non viene percepito come tale. L’accezione a cui dobbiamo tornare è proprio quella della percezione che giocare con denaro sia una cosa normale e da vivere con serenità”. ap/AGIMEG










