L’International Betting Integrity Association (IBIA) ha segnalato 70 alert per scommesse sospette alle autorità competenti nel primo trimestre del 2026, con il calcio che si conferma lo sport più esposto davanti a tennis ed eSports. È quanto emerge dal report trimestrale dell’associazione, che monitora l’integrità del betting a livello internazionale.
Nel dettaglio, il calcio ha totalizzato 25 segnalazioni, pari al 36% del totale, seguito dal tennis con 16 alert (24%) e dagli eSports con 15 (22%). Più distanti il tennistavolo con 7 casi, il volley con 2, mentre badminton, pallacanestro, cricket, handball e MMA si fermano a un alert ciascuno. Il report precisa inoltre che 6 alert nel tennis hanno riguardato eventi fuori dai principali circuiti professionistici e che tutti i 7 casi del table tennis erano relativi a competizioni esterne al perimetro ITTF.
Sotto il profilo geografico, l’Europa rappresenta l’area con la quota più alta di segnalazioni, pari al 28%, seguita dagli alert globali legati agli eSports (21%) e dal Nord America (20%). Asia, Africa e Sud America si attestano rispettivamente al 13%, 9% e 9%. Tra i singoli Paesi, nel calcio spicca il Messico con 8 segnalazioni, mentre nel tennis emerge l’Asia con 6 casi.
Focus sul Brasile
Il report dedica un focus specifico al Brasile, dove tra il 2021 e il 2025 sono stati registrati 68 alert sospetti distribuiti su 8 sport, di cui 51 nel calcio. Secondo IBIA, il mercato brasiliano delle scommesse sportive online è destinato a una progressiva transizione dall’offshore all’onshore dopo l’introduzione delle licenze federali nel 2025. La raccolta lorda del comparto è prevista in crescita fino a 28,8 miliardi di real brasiliani entro il 2030, con oltre l’80% del GGR attribuito a operatori onshore autorizzati.
Sempre secondo le stime riportate nel documento, il Brasile dovrebbe rappresentare nel 2026 il 39% dell’intero mercato betting dell’America Latina, davanti al Messico al 21% e all’Argentina al 13%. I tre Paesi, complessivamente, arriverebbero così a superare il 70% del GGR regionale. sm/AGIMEG










