Michelangelo Rampulla, ex portiere della Cremonese e attualmente allenatore, è stato intervistato da Giovanni Remigare per “Belle Storie“, il nuovo format di Stanleybet.news dedicato alla Serie B e ai suoi protagonisti in onda su Youtube sul canale del gruppo Stanleybet.
Rampulla: “A Cremona anni bellissimi”
“Ricordo ancora con grande gioia il triplice fischio della partita che ci regalò la Serie A. È stata una liberazione, finalmente ce l’avevamo fatta. Per me era l’ottavo campionato di fila in Serie B, tante volte la promozione ci era sfuggita per pochissimo. È stato il coronamento di tanti sacrifici fatti e numerosi bocconi amari mandati giù. A Cremona ho trascorso sette anni bellissimi, sia quelli di B sia quelli di A anche se purtroppo sono coincisi sempre con una retrocessione”.
“Il pubblico me lo ricordo bene, la curva è spettacolare e l’ho rivisto anche nel 2016 quando sono tornato come presidente e ho bellissimi ricordi di loro, dei compagni di squadra e della società di quegli anni. Il presidente Domenico Luzzara, il vicepresidente Maurizio Ferraroni, tutti i consiglieri che poi ho ritrovato quando ho fatto io il presidente. E poi il direttore sportivo Giuseppe Favalli, che era un fratello maggiore per me e anche Paolo Carletti. Per me era come una grande famiglia. Era calcio di provincia e forse proprio per questo quello vero e puro che se ci fosse adesso sarebbe ancora più seguito dai tifosi. Tra i miei ex compagni quello che mi aveva colpito di più in quegli anni era Alviero Chiorri per le sue qualità tecniche. Oggi uno così potrebbe tranquillamente essere un top player di Serie A” ha proseguito Rampulla.
Il ricordo del gol all’Atalanta
“Il mio gol contro l’Atalanta? Stavamo perdendo 1-0 ed era tutto il secondo tempo che ci pensavo. Avevamo avuto tante occasioni ma non riuscivamo a segnare. Stavamo giocando bene e spesso mi trovavo sulla trequarti. Già 5 minuti prima del gol stavo per andare in area ma abbiamo battuto un calcio d’angolo troppo velocemente. Mister Gustavo Giagnoni mi diceva di stare fermo, ma poi ho guardato il capitano Felice Garzilli che mi ha detto di salire e che ci pensava lui a difendere. Allora a quel punto mi sono spinto in avanti e il mister ha potuto soltanto alzare le braccia. Il gol l’ho fatto ad un amico come Fabrizio Ferron che a fine partita mi ha detto ‘ma proprio tu…” ha concluso Rampulla. sm/AGIMEG










