Raffaele Gnazzi, CEO AdmiralPay, è stato tra i protagonisti del convegno “Rete fisica e canale online: il riordino del retail tra PVR, Awp e nuovi servizi” che ha visto confrontarsi sul palco alcuni dei maggiori esponenti del settore del gioco pubblico italiano.
“Siamo in attesa di bandi importanti, il nostro settore ha bisogno di un grande intervento normativo, per fare in modo che la tecnologia possa essere recepita in tutti i segmenti del gioco. La normativa deve mutare l’atteggiamenti repressivo di questi anni, basta vedere la tassazione sul gioco. Il gioco è un sistema remunerativo per lo stato, quindi non va ammazzato ma va sostenuto tramite regole certe“, le sue parole dal palco di Enada 2026.
“Con l’introduzione del divieto o del limite al contante, il settore si sta rivolgendo ad altri sistemi di pagamento per ovviare a un ostacolo imposto dal regolatore. In realtà, negli ultimi anni l’uso del contante in Italia è sceso in tutti gli ambiti. Anzi, si prevede che fino al 2030 ci sarà un aumento dell’utilizzo di wallet e carte di credito e debito. Cambieranno le abitudini, quindi c’è una sfida per gli operatori. Quello di avere strumenti veloci che siano integrati con le piattaforme di gioco. Questo aumenterà tantissimo il numero di transazioni, si chiederà sempre più sicurezza a tracciabilità di questi flussi di pagamento”.
“I nuovi metodi di pagamento potranno fungere da collante tra gioco fisico e online, il nuovo servizio dei pagamenti potrà essere il file rouge tra le varie tipologie di gioco. Online e retail ormai vengono visti come due antagonisti, ma questo non va bene, vanno visti come due esperienze diverse. Ormai possiamo fare tutto online, possiamo comprare il cibo e i vestiti, ma non abbiamo perso il piacere di andare nei ristoranti o nei negozi. Così deve accadere nel gioco, il problema è che nel fisico ci sono penalizzazioni troppo severe che non consentono uno sviluppo e un’interazione con l’online”.










