Riccardo Grassi, direttore di ricerca SWG, è intervenuto durante il convegno “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, promosso da SWG e Brightstar a Roma. “Sul gioco pesa ancora una percezione sociale molto negativa: circa l’80% associa al giocatore almeno un’accezione sfavorevole e il 28% considera ‘malata’ una persona che gioca e perde denaro. Solo una minoranza lo interpreta come semplice svago, segno di una diffidenza culturale ancora forte verso il fenomeno”.
Sogni e gestione delle risorse
“Di fronte a una somma inattesa prevale un approccio prudente: con 10 mila euro il 47% delle persone li metterebbe da parte, il 27% investirebbe e il 29% spenderebbe; con 100 mila euro il 37% risparmierebbe per gli imprevisti e il 34% sceglierebbe di investirli”.
“Il tema dei sogni e degli obiettivi personali sembra ridimensionarsi: un italiano su dieci dice di non avere alcun sogno o progetto importante, il 57% ne indica uno o due e solo il 26% dichiara di averne almeno tre. Tra i giovani, l’attenzione ai progetti di lungo periodo appare più fragile: solo il 35% parla di almeno tre obiettivi rilevanti”.
“Per il 40% degli italiani i sogni danno senso alla vita e per il 37% aiutano a definire priorità, ma il 15% li considera un’illusione o una perdita di tempo. Anche la fiducia nel poterli realizzare resta contenuta: il 57% ritiene possibile il sogno di viaggiare, il 51% quello di garantire una formazione di qualità ai figli e appena il 30% dei giovani pensa che in Italia si possano davvero raggiungere i propri obiettivi” ha concluso Grassi.










