Marco Zega, direttore Affari Istituzionali e Sviluppo Business di Codere Italia, è intervenuto durante il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” in svolgimento all’hotel Nazionale di Roma. Zega ha cominciato con alcuni interrogativi: “La domanda di fondo è: questa gara, in base alle informazioni che abbiamo, è sostenibile finanziariamente? Un operatore economico perché dovrebbe partecipare?”.
“Mi soffermerò sulla parte delle gaming machine. In questa slide (foto a destra) trovate rappresentato il mercato dell’AWP nel 2025. Quella è una macchina media, eh quella è la raccolta e conseguentemente il cassetto, il gross win della macchina registrato nel 2025. Essendo noi operatori economici, abbiamo fatto un po’ il conto economico della macchina e siamo arrivati a quello che è l’Ebitda che ha lasciato nelle mani del concessionario più gestore quella macchina nel 2025. I 2,7 sono un dato giornaliero per macchina”.
Il problema della nuova gara
“Quell’Ebitda trasformato in flussi di cassa, quindi togliendoci le imposte conseguenti, è proiettato sui nove anni della prossima concessione e ci aiuta a rispondere alla domanda di tutti gli investitori: se metto i miei soldi in questa gara, in quanto tempo essi mi ritorneranno? E l’attualizzazione di questi flussi finanziari ci dice che questi soldi ritorneranno indietro mediamente in oltre sei anni, ovvero dei nove anni della prossima concessione, sei serviranno per ripagare l’investimento”.
“L’ultimo terzo di concessione sarà margine per l’operatore. Evidentemente è un tempo così lungo da scoraggiare l’investimento di qualsiasi operatore economico. Ripeto, fossero confermate le indiscrezioni che circolano. Eh abbiamo cercato di approfondire l’indagine e questo lo trovate nel grafico sulla sinistra. Lì trovate il parco AWP aperto per cluster di gross win fino a 25 euro al giorno e sopra la numerosità il 21% fino a 50, il 27% e così via”.
“L’informazione che ci dà quel grafico qual è? È che i primi due raggruppamenti, quindi le macchine fino a 50 euro di gross win, non ripagano gli investimenti in nove anni, quindi lavorerebbero per tutta la prossima concessione semplicemente per ripagare la-la concessione stessa, gli investimenti sottostanti E come potete vedere, queste macchine rappresentano il 48% del totale. Il punto di rottura si ha per un gross win pari a 70 euro, quindi anche una parte degli ulteriori cluster sarebbero a rischio”.
“In sintesi, il rischio che oltre la metà dell’attuale parco AWP non sia in condizione di ripagare gli investimenti è molto forte. Abbiamo provato a fare la stessa cosa anche per il mercato delle video lotteries. Nella colonna eh in rosso trovate la media mercato, sempre dell’anno 2025 per macchina. La metodologia è la stessa. Abbiamo fatto anche qui il conto economico di una macchina al giorno”.
Zega: “Anche per le VLT c’è il rischio di non recuperare gli investimenti”
“Qui l’Ebitda trasformato in flusso di cassa, proiettato e poi attualizzato, ci dà un pay back period, un periodo di recupero dell’investimento per la media mercato che è pari alla metà della prossima concessione. Qui ci potremmo stare, se non fosse che il mercato delle VLT è fortemente impattato dalla presenza di macchine alto performanti che si trovano all’interno di sale specializzate di grandi dimensioni come possono essere una sala bingo, dove le medie sono più del doppio della media mercato”.
“Ma quante sono le macchine che appartengono a questa tipologia? Un check ci dice che le sale alto performanti, solo circa 250, le macchine all’interno di quelle sale in media sono 45, quindi stiamo parlando di circa 11 mila VLT su un totale di 54 mila operative nel territorio italiano, ovvero un 20% Quindi, anche per le VLT esiste il rischio concreto di una buona numerosità che faccia fatica a recuperare gli investimenti sottesi alla prossima gara”.
“Qui abbiamo provato a ragionare ora quali possono essere le ripercussioni dal punto di vista dello Stato. Complessivamente eh i primi due cluster, quindi fino a 50 euro di AWP, portano ad un miliardo di euro di PREU nelle casse dello Stato. Se si vanno ad espellere, quello è un PREU a rischio”.
“Per quanto riguarda le VLT, eh la metà eh del parco, quello che potrebbe andare a rischio eh ehm porta nelle casse dell’erario ulteriore mezzo miliardo per anno. Quindi complessivamente arriviamo al miliardo e sei che è evidenziato in questa slide. Andiamo agli impatti sul gettito indiretto, perché dei centocinquantamila occupati nell’industria del segmento gaming machine si stima che ci siano tra i quarantotto e i cinquantaseimila lavoratori”.
L’impatto sul mondo del lavoro
“Ora, se le dimensioni dello tsunami sono quelle che abbiamo visto precedentemente, ovvero che la metà delle macchine possa andare eh in sofferenza, questo potrebbe comportare la perdita di ventiquattromila posti di lavoro, ripeto, sul segmento gaming machine. Calcolando una RAN media di venticinquemila euro a testa, gli impatti per le casse dello Stato sono di circa settecento milioni, di cui centotrentacinque per IRPEF, duecentotrenta milioni per i contributi e poi ci sarebbe da sommare l’effetto NASPI, ovvero l’indennità disoccupazione che pesa per oltre trecento milioni, un totale di settecento milioni di euro”.
“Quindi in soldoni, è sostenibile questa riforma? Mettendoci il cappello dello Stato, c’è un inflow, un’entrata finanziaria immediata stimata in un miliardo e due, a fronte della quale si rischia di perdere ben più. E mentre il miliardo e due è one shot, una tantum, queste sono entrate, invece, che si ripercuotono tutti gli anni nel bilancio dello Stato”.
La richiesta di modifiche fiscali
“Questo visto dal punto di vista dello Stato, ma ora ragioniamo dal punto di vista del soggetto finanziatore. Se la gara ha un payback periodo così lungo, è evidente, è dimostrato che se io partecipo è perché in qualche maniera faccio sinergia, come si suol dire, con l’altro prodotto che ho in pancia e che è ovviamente lo stesso identico prodotto, ma giocato su piattaforme digitali, su piattaforme online, dove la fiscalità è molto minore, meno di due volte rispetto a quella eh sul comparto fisico e quindi ho buon gioco a trasferire flussi da una parte all’altra, da una tasca all’altra dello stesso progetto economico”.
“Dovrebbe essere cambiata anzitutto la fiscalità sul prodotto attualmente sul territorio. Noi lo stiamo dicendo ormai da tanti anni, non mesi, e tutti gli anni sistematicamente la risposta che ci viene data è: purtroppo dobbiamo lavorare con l’invarianza di gettito, non possiamo assumere quindi di fare nessun cambio”.
“Il cambio che noi abbiamo tante volte richiesto era quello. Passiamo anche sul fisico, la tassazione al cassetto, così come è anche sul prodotto online e adeguiamo le percentuali di un prodotto all’altro, se non proprio omogeneizzarli, quantomeno rendiamoli paragonabili. E la risposta appunto è: non lo possiamo fare, la Ragioneria non ce lo permette. Quello che però non viene detto è che quell’invarianza di gettito con la quale viene rinviata ogni possibile riforma fiscale non si ha, perché dal 2019 al 2024 lo Stato ha perso un miliardo e mezzo di euro, questo anno per anno in fase decrescente”.
“Cosa chiediamo quindi? Che prima di arrivare a una riforma, ad una gara così impattante, si metta mano all’attuale prodotto e si preveda un riallineamento dei payout, dei premi distribuiti ai giocatori tali da consentire di recuperare appeal di questo segmento rispetto allo stesso agli altri prodotti che sono sul mercato e andare nella direzione di aumentare il payout di cinque punti percentuali, riducendo contestualmente la tassazione sul prodotto, arriverebbe appunto all’obiettivo di rendere quantomeno più praticabile questa ipotesi di gara”.
“Altrimenti, l’unico motivo per il quale, a nostro avviso e in numeri, si può e si deve partecipare alla gara è semplicemente per fare un passaggio di flussi dal fisico al digitale”. sm/AGIMEG















