La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo che aveva disposto gli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di partecipazione all’organizzazione abusiva di scommesse.
Il sistema di scommesse illegali
Secondo l’accusa, il clan mafioso operante nel quartiere Tommaso Natale di Palermo gestiva un articolato sistema di gioco e scommesse online illegali, considerato un settore strategico per il finanziamento dell’organizzazione.
All’indagato, titolare di un centro scommesse, veniva attribuito un ruolo di supporto tecnico nella gestione delle piattaforme informatiche utilizzate per il betting clandestino.
Le indagini si basavano su intercettazioni dalle quali emergevano contatti con soggetti vicini al clan e conversazioni relative alla configurazione di piattaforme di gioco, alla ricerca di prodotti informatici più efficienti e alla gestione di siti di gioco senza concessione.
Il Tribunale aveva interpretato tali elementi come prova di un contributo concreto e stabile all’attività della cosca nel settore delle scommesse online.
La Cassazione ha ritenuto che il provvedimento impugnato non spiegasse adeguatamente se e in che modo l’attività dell’indagato avesse prodotto un reale vantaggio per l’organizzazione criminale. Dalle conversazioni emergevano disponibilità e contatti, ma non risultava chiarito se le indicazioni tecniche fornite si fossero tradotte in un effettivo rafforzamento del sistema di scommesse illegali.
Concorso esterno e nesso causale
La Corte ha ribadito che, per configurare il concorso esterno in associazione mafiosa, non è sufficiente una condotta potenzialmente utile all’organizzazione: è necessario dimostrare che il contributo abbia concretamente rafforzato o agevolato l’attività del sodalizio. Nel caso esaminato, il quadro indiziario è stato ritenuto lacunoso e non univoco sotto il profilo dell’efficacia causale.
L’ordinanza è stata annullata con rinvio al Tribunale del riesame di Palermo, che dovrà rivalutare la vicenda verificando se vi sia stato un effettivo apporto all’attività illegale di gioco e scommesse e se sussista un rapporto di contiguità fondato su vantaggi reciproci tra l’indagato e l’organizzazione mafiosa. mg/AGIMEG










