Slot inchiesta “Clean Game”: assoluzioni e prescrizione dei reati per i fratelli De Lorenzis

Il processo nato dall’inchiesta Clean Game su presunti affari illeciti con le slot nel Salento si conclude dopo oltre 11 anni con assoluzioni e proscioglimenti. Il Tribunale Collegiale di Lecce, nella sua Seconda Sezione penale, ha escluso l’esistenza dell’aggravante dell’art. 416 bis 1 C.p. nei confronti di Piero, Salvatore, Pasquale e Saverio De Lorenzis, dichiarando di non doversi procedere nei loro confronti e nei confronti di tutti gli originari coimputati.

Decisione del Tribunale e assoluzione

Alla data dell’udienza, – si legge in una noto dei legali Fasano, Cera, Mastrolia, Sisto, Massari, Loizzi e Ripamonti – il Tribunale ha escluso la presenza dell’aggravante prevista dall’articolo 416 bis, comma 1, del Codice Penale, che riguarda associazioni di tipo mafioso. Di conseguenza, ha deciso di non procedere più nei confronti dei De Lorenzis e degli altri coimputati, cioè non ci sono più accuse penali pendenti contro di loro.

Saverio e Pasquale sono stati assolti dal reato di interposizione fittizia di persone, perché il fatto non sussiste, cioè non ci sono prove che dimostrino che abbiano commesso questo reato.

Misure di prevenzione antimafia

Durante il procedimento, i fratelli De Lorenzis avevano subito misure di prevenzione antimafia. Tuttavia, queste misure sono state successivamente revocate o annullate, e i due sono stati riammessi nelle loro attività imprenditoriali, con le società di cui erano titolari che sono state restituite loro.

Alla luce delle decisioni giudiziarie, si afferma che i fratelli De Lorenzis non sono coinvolti in attività mafiose né hanno usato metodi mafiosi nelle loro attività imprenditoriali o nella vita privata.

Impatto economico e occupazionale

Le società coinvolte impiegavano più di 70 persone solo nella sede di Racale, e fornivano lavoro anche a numerosi altri professionisti e piccole imprese in varie regioni d’Italia, coinvolgendo circa 1000 persone nel complesso. Inoltre, avevano rapporti con grandi concessionari statali di giochi e generavano un fatturato di diversi milioni di euro, oltre ad avere più di 1100 esercizi commerciali clienti con apparecchiature del loro gruppo.Tar Tribunale Amministrativo Regionale

“Si auspica che – conclude la nota degli avvocati – questa sia la fine definitiva di questa vicenda giudiziaria, così da permettere alle persone coinvolte di riprendere serenamente le loro attività economiche e la loro vita privata senza più ostacoli o preoccupazioni legali”.

In sintesi, dopo anni di indagini e procedimenti giudiziari, il Tribunale ha escluso ogni collegamento con attività mafiose dei De Lorenzis, riconoscendo la loro innocenza e permettendo loro di continuare le loro attività senza più ostacoli giudiziari. cdn/AGIMEG