Riordino gioco online, Guitto (AGSI): “L’omnicanalità resta un’enunciazione di principio, così si azzera la produttività dei PVR”

“La tanto declamata omnicanalità resterà una enunciazione di principio. Il riordino del gioco online, ormai in dirittura d’arrivo, presenta alcuni coni d’ombra giganteschi. Uno fra tutti è il ruolo dei PVR. È stato varato un regolamento che azzera la produttività degli esercenti, perché impedisce loro di ricaricare i conti gioco in contanti con il limite di 100 euro settimanali in contanti e di evadere le richieste di prelievo”. L’allarme è stato lanciato da Antonio Guitto, vicepresidente dell’AGSI, in un’intervista rilasciata ad Agimeg.

“Per quale motivo – ha proseguito Guitto – un cliente online dovrebbe accedere in un PVR se l’apertura del conto gioco, le operazioni di ricarica e di prelievo le può fare in assoluta autonomia con il suo mezzo di pagamento elettronico? A cosa serviranno le 10.000 agenzie e corner in assegnazione se l’indotto del movimento online, che sappiamo essere ormai il 60% del totale del fatturato di un punto vendita, calerà decisamente? È evidente che i PVR, che sono stati fondamentali per il lancio della offerta online e hanno tenuto in piedi la filiera durante la pandemia, sembrano aver esaurito il loro compito”.

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Il ruolo di affiliati e creator

Secondo Guitto, un altro punto da chiarire è il ruolo di altre figure professionali che si sono sviluppate all’interno del settore. “Posizione estremamente ambigua è poi quella consentita da ADM ad affiliati, creator, tipster e influencer che a seguito di un rapporto di collaborazione procacciano clienti non vantando alcun requisito professionale. Operano sul mercato in concorrenza con la rete regolamentata percependo benefit e revenue rilevanti da concessionari compiacenti”.

Il contrasto agli operatori senza concessione

Il vicepresidente dell’AGSI ha poi spostato l’accento su una questione delicata come il contrasto agli operatori senza concessione. “Risulta del tutto inattuato il contrasto agli operatori privi di concessione attraverso blocchi delle transazioni finanziare. Altri paesi come il Brasile l’hanno regolamentato recentemente: banche e fornitori di servizi di pagamento diventano giuridicamente responsabili se processano transazioni verso operatori non autorizzati. Ricordiamo che esiste un mercato parallelo stimato in 25 miliardi di euro”.

“Il contrasto dovrebbe esercitarsi con il coinvolgimento della Banca d’Italia e anche attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale. Talvolta ci si concentra troppo sui controlli della rete e si getta la spugna su attività più complesse dove si annida la grande evasione. Mi dispiace dirlo, ma si sta guardando il brusco e non la trave” ha concluso Guitto. sm/AGIMEG