Proseguono gli accertamenti sulla bocciofila di Santa Maria degli Angeli, in provincia di Perugia, finita nei giorni scorsi sotto sequestro per presunto gioco illegale. L’operazione, condotta da Polizia Municipale e Polizia di Stato, aveva portato alla denuncia di 40 giocatori e del titolare del circolo, oltre a 10 persone riconducibili alla società sportiva ritenuta responsabile dell’organizzazione delle partite. Contestate anche sanzioni amministrative per 10.000 euro, per abuso nell’esercizio della somministrazione di alimenti e bevande (con vendita anche a non soci) e per pubblicità del gioco. Il questore di Perugia ha inoltre adottato due misure di prevenzione dell’avviso orale.
Il dissequestro parziale dei locali
Dopo una settimana, il gip ha disposto il dissequestro del bar e di una parte dei locali. La decisione è arrivata dopo il completamento degli accertamenti e su richiesta del pm, d’intesa con gli organi inquirenti. Nell’ordinanza il giudice ha richiamato la “funzione sociale” del circolo e il ruolo di punto di riferimento per il territorio.
Resterà invece sotto sequestro la porzione di struttura trasformata in sala giochi. Il gip ha evidenziato il rischio di reiterazione del reato, sottolineando la stabilità dell’organizzazione e la possibilità che, se i locali tornassero nella piena disponibilità degli aventi diritto, possano essere utilizzati per proseguire l’attività illecita. Il giudice ha rilevato anche che molti dei soggetti trovati a giocare erano giovani tra i 18 e i 25 anni, attirati da messaggi sui social legati alla gratuità del gioco e convinti che l’attività fosse legale.
Le indagini continuano
Parallelamente, gli investigatori mantengono l’attenzione anche sui lavori interni alla struttura. Secondo quanto emerge, gli interventi erano stati inizialmente presentati come finalizzati alla realizzazione di una sala polivalente destinata anche ad associazioni del territorio con obiettivi di promozione sociale, ma in corso d’opera le finalità sarebbero cambiate, con la creazione di spazi per nuove attività aggregative legate al gioco, tra cui il texas hold ’em, oltre a due magazzini. Restano da chiarire, inoltre, i rapporti tra la bocciofila e la società sportiva: la documentazione risulterebbe carente e nello statuto della società, che richiama la formazione dei ragazzi attraverso lo sport e cita vari giochi da tavolo, non compare il poker. sm/AGIMEG










