Ippica, il 2026 come anno della svolta: investimenti, riforma delle scommesse e rilancio del settore

Il 2026 si annuncia come un anno chiave per l’ippica italiana, chiamata a lasciarsi alle spalle una lunga fase di transizione per tornare a essere un comparto centrale dell’economia agraria e sportiva nazionale. Investimenti pubblici, riforme strutturali e una nuova visione strategica delineano uno scenario di rilancio concreto per l’intera filiera del cavallo.

Dopo anni segnati da difficoltà e incertezze, il settore non viene più raccontato come una tradizione in declino, ma come una filiera industriale pronta a riorganizzarsi per affrontare le sfide della modernità.

La riforma delle scommesse come pilastro del rilancio

Al centro della strategia di rilancio c’è la riforma del sistema delle scommesse ippiche, individuata da istituzioni e operatori come elemento imprescindibile per garantire sostenibilità economica al comparto.

In questa direzione si inserisce il documento unitario elaborato da tutte le categorie dell’ippica e consegnato nel gennaio 2025 al Sottosegretario con delega al settore, il senatore Patrizio La Pietra. Il piano propone una serie di interventi tecnici fondamentali:

  • unificazione dei totalizzatori, per superare l’attuale frammentazione e aumentare le masse di gioco;
  • armonizzazione fiscale, con l’allineamento del prelievo erariale a quello già applicato alle scommesse a quota fissa;
  • sinergie internazionali, per rendere il prodotto italiano compatibile con i principali circuiti europei;
  • introduzione di nuovi prodotti di gioco, tra cui il progetto denominato “Take Five Plus”, pensato per intercettare un pubblico potenziale di oltre 10 milioni di utenti.

La spinta del Governo e gli investimenti del MASAF

Un segnale forte arriva anche dalle istituzioni. Con la Legge di Bilancio 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) ha confermato uno stanziamento complessivo di circa 152 milioni di euro.

Le risorse saranno destinate al potenziamento dei montepremi e all’innovazione tecnologica, due leve considerate fondamentali per riportare sulle piste italiane operatori e scuderie di livello internazionale.

Capannelle, da rischio chiusura a simbolo di rinascita

Il caso più emblematico di questa nuova fase è quello dell’Ippodromo di Capannelle, a Roma. Dopo mesi di incertezza, il passaggio di gestione avvenuto il 15 gennaio 2026 ha evitato la chiusura definitiva dell’impianto.

Determinante l’intervento del Comune di Roma, attraverso l’assessore ai Grandi eventi, sport, turismo e moda Alessandro Onorato, e la gestione transitoria affidata a “La Marsicana”. Un finanziamento straordinario di 1 milione di euro, inserito in manovra, garantirà continuità operativa e tutela occupazionale a centinaia di lavoratori della filiera romana.

Un comparto strategico anche per l’occupazione

Nel 2026 l’ippica si conferma anche come motore occupazionale di primo piano. Veterinari, allevatori, artieri, trasportatori e operatori specializzati compongono un ecosistema che garantisce circa 50.000 posti di lavoro, tra occupazione diretta e indotto. Un patrimonio di competenze che il sistema Paese non può permettersi di disperdere.

La leadership del MASAF e il nuovo corso del settore

Il 2026 rappresenta quindi uno spartiacque tra la crisi del passato e un futuro a vocazione industriale. In questo contesto assume un ruolo centrale il lavoro portato avanti dal dottor Remo Chiodi, Direttore Generale del settore ippico per il MASAF.

Sotto la sua guida, la Direzione ha impresso un cambio di passo orientato alla digitalizzazione, al benessere animale e alla tutela dell’occupazione, trasformando l’ippica in un modello più efficiente e moderno per l’economia agraria.

Se il piano presentato dalle categorie troverà piena attuazione, il “re degli sport” potrà davvero tornare protagonista nel panorama sportivo ed economico nazionale. Ng/AGIMEG