Gioco online e scommesse illegali: sequestrati beni per un milione di euro a capo di un’associazione per delinquere

I militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno hanno effettuato un ulteriore sequestro di beni a carico di Domenico Chiavazzo. Quest’ultimo è attualmente agli arresti domiciliari, anche per esercizio abusivo di gioco online. I militari hanno agito supportati dai reparti territoriali di Angri, Pontecagnano Faiano e Salerno.

L’uomo è ritenuto al vertice, quale promotore e capo, di un’associazione per delinquere. Tra i reati contestati: esercizio abusivo di gioco online e della raccolta scommesse, emissione di fatture false, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

I beni sequestrati

I Carabinieri hanno individuato ulteriori beni riconducibili al compendio aziendale della società Group Omega Service srl. L’azienda è oggetto di sequestro finalizzato alla confisca per equivalente.dati gioco online

Le forze dell’ordine hanno sottoposto a vincolo un’imbarcazione di lusso e tre autovetture di grossa cilindrata, per un valore di circa 1 milione di euro. Il valore complessivo dei beni in sequestro attualmente è pari a circa 8 milioni di euro.

L’operazione

I militari hanno arrestato Domenico Chiavazzo nell’ambito di una complessa attività investigativa che ha consentito di ricostruire il meccanismo di funzionamento del sofisticato sistema di gaming online denominato “Lireservice”. Si rendeva accessibile l’offerta di gioco attraverso apparecchiature definite Totem, ovvero dei computer collegati in rete ad una piattaforma madre gestita dagli indagati.

Tali totem sono stati forniti a innumerevoli esercenti di attività commerciali su tutto il territorio nazionale, creando un circuito di gioco parallelo a quello dell’ADM, apparentemente lecito. Tale circuito ha fatto confluire ingenti somme di denaro all’organizzazione aggirando i controlli e in violazione dei limiti di legge relativi alle puntate e alle vincite.

Il sistema prevedeva che i proventi illeciti venissero fatti confluire nelle casse dell’organizzazione in contanti o attraverso il versamento su carte ricaricabili. Si stima che il giro d’affari possa aver prodotto un introito di oltre 25 milioni di euro.

Contestualmente l’organizzazione si è dotata di un complesso sistema di società utilizzate come strumento per riciclare e reimpiegare ingenti dotazioni finanziare. cdn/AGIMEG