Un 48enne originario di San Severo e residente a Manfredonia, è tornato in libertà dopo essere stato coinvolto in una vasta operazione giudiziaria della Procura di Salerno, che ha smantellato una presunta organizzazione criminale dedita alla gestione di gioco e scommesse illegali.
L’indagine: “la piramide del gaming illegale”
L’inchiesta — avviata nei mesi scorsi e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno — ha portato all’applicazione di 21 misure cautelari a carico di persone residenti tra le province di Foggia, Salerno e Napoli.
Secondo l’ipotesi dell’accusa, gli indagati facevano parte di un sistema criminale strutturato, denominato dagli inquirenti “piramide del gaming illegale”, che operava al di fuori dei circuiti autorizzati dallo Stato per raccogliere scommesse e gestire giochi online.
Come funzionava il sistema
La presunta organizzazione avrebbe gestito piattaforme digitali non autorizzate e installato totem elettronici in bar, sale scommesse e circoli ricreativi, permettendo ai clienti di accedere a giochi e puntate illegali attraverso interfacce mascherate da servizi leciti.
Tra le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti ci sono associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo del gioco e delle scommesse; riciclaggio e autoriciclaggio; trasferimento fraudolento di valori.
Legami con la criminalità organizzata
Gli atti dell’indagine indicano che il sistema illecito avrebbe intrecciato i suoi interessi con gruppi mafiosi noti, inclusi esponenti della ‘ndrangheta e di Cosa Nostra, rafforzando l’idea che organizzazioni criminali controllino, o tentino di controllare, il settore del gioco illegale per riciclare denaro o generare profitti non tracciabili. lb/AGIMEG










