A partire dal 1° gennaio 2026, nel Comune di Udine entrerà in vigore un’ordinanza sindacale che ridefinisce gli orari di apertura delle sale da gioco e degli apparecchi con vincita in denaro, con l’obiettivo di rendere meno attrattiva l’offerta del gioco e favorire un percorso strutturato di prevenzione.
In linea con la normativa regionale
La misura, proposta dal vicesindaco Alessandro Venanzi e predisposta dal SUAP, si colloca nell’ambito della Legge regionale 1/2014, che attribuisce ai Comuni un ruolo attivo nella lotta contro il Disturbo da Gioco d’Azzardo. Secondo l’amministrazione comunale, l’approccio scelto è graduale e orientato alla tutela della salute pubblica.
Pause obbligatorie nelle fasce più sensibili
In collaborazione con il Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, sono state identificate delle ore della giornata in cui è maggiore l’esposizione al gioco da parte dei giovani e delle persone più vulnerabili. Su queste basi il Comune ha stabilito due pause obbligatorie in cui gli apparecchi devono restare spenti:
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13:00 – 14:00
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19:00 – 20:00
Le sale giochi potranno restare aperte per un massimo di 13 ore al giorno, nella fascia 07:00 – 01:00, mentre gli apparecchi presenti in esercizi commerciali saranno attivi 8 ore al giorno, tra 09:00 e 23:00.
Obblighi e sanzioni
Durante le fasce di sospensione gli apparecchi devono essere spenti tramite interruttore elettrico per impedirne l’uso. Le attività devono anche esporre cartelli chiari con gli orari consentiti. In caso di violazioni sono previste sanzioni:
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500 › 3.000 euro per mancato rispetto degli orari
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250 › 1.500 euro per mancata esposizione delle comunicazioni
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Nei casi più gravi può essere disposta la sospensione dell’attività da 10 a 60 giorni
Le parole del sindaco
Secondo il sindaco Alberto Felice De Toni, l’ordinanza rappresenta “un primo passo per prestare maggiore attenzione verso le persone più fragili” e adeguare Udine alle normative regionali, riducendo gli stimoli al gioco e promuovendo “una cultura della prevenzione” con al centro la salute della comunità.
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