Brasile, il Senato approva tassa del 15% sui depositi dei giocatori: allarme degli operatori sul rischio di rafforzare il mercato illegale

Il Senato brasiliano ha approvato una nuova imposta del 15% sui depositi effettuati dai giocatori sulle piattaforme autorizzate. La misura è contenuta nel pacchetto legislativo Antifaction Bill, approvato con 64 voti favorevoli e ora destinato a tornare alla Camera dei Deputati per un’ulteriore valutazione prima dell’eventuale firma presidenziale.

La nuova imposta CIDE-Bets

La tassa, denominata CIDE-Bets, destinerà le entrate al Fondo nazionale per la sicurezza pubblica. Le previsioni parlano di un gettito annuo di circa 30 miliardi di real brasiliani (circa 5,5 miliardi di euro). Il provvedimento include anche la riproposizione del programma RERCT Litígio Zero Bets, che richiederà agli operatori una tassazione retroattiva del 15% sulle attività svolte tra il 2018 e il 2024.

I timori del settore

Il comparto brasiliano del gioco teme che la tassa sui depositi possa spingere i giocatori verso operatori illegali, già stimati al 51% del mercato complessivo. Il caso della Colombia, che a febbraio ha introdotto un’IVA del 19% sui depositi, viene indicato come esempio critico: secondo la Federazione colombiana degli imprenditori del settore, i ricavi lordi online nel Paese sarebbero diminuiti del 30% nei mesi successivi.

Le valutazioni dell’IBJR

L’Instituto Brasileiro de Jogo Responsável (IBJR) ha evidenziato come la nuova imposta possa creare un forte squilibrio competitivo tra operatori legali e clandestini. Con un deposito tassato del 15%, un giocatore che versa 100 real sulle piattaforme autorizzate avrebbe un valore netto di 85 real, mentre nei circuiti non regolamentati l’importo rimarrebbe invariato. L’istituto contesta anche le stime governative sui ricavi potenziali: raccogliere 30 miliardi di real da un mercato formale valutato attorno ai 36 miliardi di real viene definito irrealistico e potenzialmente dannoso per la sostenibilità degli operatori.

Il rinvio dell’altro provvedimento fiscale

Parallelamente, procede con ritardo l’esame del disegno di legge PL 5.473/2025, che prevede un aumento graduale della tassazione dal 12% attuale al 15% nel 2026 e 2027, fino a raggiungere il 18% nel 2028. Il testo, già approvato dalla Commissione Affari economici del Senato, è stato rinviato dopo la richiesta di 19 parlamentari di riesaminarlo in aula. Il provvedimento rischia ora di slittare oltre la pausa parlamentare prevista per fine mese. ng/AGIMEG