“I luoghi sensibili vanno tutelati. Non parlo solo di distanza, ma anche di informazione su questi temi. Dobbiamo sviluppare la cultura della legalità dai primi anni di nascita. Va garantito il lavoro di prevenzione e cura. Le zone sociali sono chiamate ad approvare un piano attuativo che segue le linee del piano regionale nelle azioni di collaborazione tra istituzioni del territorio e realtà commerciali. Tutto questo regge e le regole possono essere rispettate se la condivisione di intenti e obiettivi è veramente trasversale e ragionata a monte. Siamo in uno Stato libero e vanno garantite anche le opportunità economiche. Su questo le istituzioni hanno un dovere, quello di recepire questo impegno per pertarlo ai tavoli decisionali per far sì che le regole oltre ad essere condivise abbiano uno scopo”. E’ quanto ha dichiarato Costanza Spera, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia, durante l’incontro dal titolo “Confronto Aperto. Il futuro del gioco legale con regole condivise”. L’iniziativa è promossa da EGP – Associazione italiana esercenti giochi pubblici aderente a FIPE Confcommercio. “Il Manifesto racconta un aspetto importante quando parla di fragilità. Abbiamo dati rispetto ai minori in tutela spaventosi. Abbiamo quasi 1.000 minori in percorsi di affiancamento. Senza pensare a tutto il sommerso. I dati ci parlano di una generazione che ha necessità e bisogni particolari. C’è un problema di isolamento. Si tratta di una generazione che ha vissuto il Covid in un’età particolare. Vanno creati luoghi dove i giovani possono ritrovarsi. Va ragionato di prevenzione nelle scuole o spazi in cui i giovani, su questo vanno costruite le alleanze di scopo. Dobbiamo ragionare in percorsi di prevenzione che abbiamo come focus la legalità. Le finalità sociali e sanitarie legate al riparto del gettito del gioco, anche qui ragioniamo di prevenzione. Ragioniamo insieme su come fare in modo che il gettito rientri in un percorso realmente condiviso, che parta dalle fasce di popolazione più esposte. Io ci metto dentro non solo i giovani, ma anche gli anziani. Su Perugia abbiamo osservato che c’è una spesa pro-capite di 2.000 euro l’anno. Nelle fasce di popolazione anziana i dati sono esplosi. Anche gli anziani devono essere inseriti in contesti di convivialità. La valutazione e il monitoraggio delle politiche che mettiamo in campo è fondamentale”.
Stefano Pietrosanto, Comandante Provinciale Guardia di Finanza Perugia, ha aggiunto: “Nel 2005/2006 operavo nel contrasto e nella ricerca di videopoker. Le linee evolutive del sistema sono chiare: c’è una proiezione sul gioco online alimentata dalla crisi del Covid, questo ha favorito l’approccio al gioco da parte dei giovani con dinamiche spesso non sottoponibili a controllo. Il ruolo della Guardia di Finanza è complementare a quello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il nostro compito è quello di tutelare le entrate dello Stato, le uscite e dalla criminalità economico-finanziaria. La Finanza cerca di mettere a terra una strategia studiata calibrando la presenza ispettiva con la conformazione del territorio. L’online mi preoccupa maggiormente. Cerchiamo di verificare che il gioco nella filiera distributiva venga somministrato con le modalità convenute a tutela delle entrate erariali e delle fasce deboli. Siamo al fianco degli operatori onesti, che subiscono la concorrenza sleale di chi non rispetta le regole e spesso agisce da remoto. Fate parte di un sistema di vigilanza che lo Stato ha concepito e avete titolo di interloquire a riguardo. La Guardia di Finanza si misura sul settore dei giochi con il Nucleo Speciale Entrate e Nucleo Speciale Tutela della Privacy e Frodi Tecnologiche. Quest’ultimo monitora il web, insieme ad ADM, per verificare che ci sia offerta proveniente da operatori autorizzati. E’ un’opera complicata, non efficiente al 100%. Interveniamo con l’oscuramento di questi siti. Ma appena di oscura un sito se ne fa subito un altro. E’ un continuo rincorrersi. Istruiamo un’indagine più strutturata con l’auspicio che la cooperazione internazionale tra Paesi riesca a venire a capo a questi siti, anche in termini di architettura retrostante. Questi siti sono riconducibili a bookmaker esteri che operano o attraverso centri trasmissione dati. La
Daniele Benedetti, Direttore Federsanità ANCI Umbria, ha aggiunto: “Nella mia esperienza mi sono reso conto che siamo andati a velocità diverse, ma i risultati migliori si ottengono quando all’interno del tavolo vi sono anche associazioni di categoria e forze dell’ordine. Qui i regolamenti sono stati oggettivamente migliori. Gli esercenti per primi, di fronte a difficoltà oggettive, hanno chiesto anche misure più stringenti. L’applicazione dell’applicativo Smart favorisce l’omogeneizzazione di orari e distanze. Trovare tutti i canali che attraverso segnalazioni ci permettano di individuare il giocatore fragile. Dobbiamo somministrare a livello omogeneo sul territorio i regolamenti, dobbiamo rivedere la legge regionale. Dobbiamo prenderci tutti un impegno di fare un pezzettino. Non mi è mai capitato che da parte di attori sanitari e associazionismo, gli esercenti o le forze dell’ordine vengono visti dall’altra parte della barricata. Hanno dato un grande apporto dove coinvolti”, ha concluso.
Viviana Altamura, Assessore al Welfare Comune di Terni, ha specificato: “Come amministratori abbiamo un compito importante: creare come oggi occasioni con i tecnici per poter informare ed essere informati; creare dei tavoli volti all’integrazione perchè si deve agire tutti insieme. Abbiamo il dovere, seguendo le indicazioni di tecnici e mettendo in atto operazione concrete, di mettere a regime i fondi nella maniera più idonea. Abbiamo anche poco tempo farlo. Le forze dell’ordine sono un altro perno fondamentale. Dobbiamo incidere sulle nostre generazioni. I ragazzi sono menti pensanti che dobbiamo rieducare a pensare, con attività di prevenzione e cultura. Le limitazioni da sole non servono. Le amministrazioni devono creare opportunità grazie al lavoro dei tecnici che possano incidere sulle realtà quotidiane dei territori. Questo manifesto è importantissimo. Finchè ci sarà confusione sulle regole l’illegalità si insedierà. Dobbiamo andare a toccare anche le famiglie, includerle nel percorso di crescita. Solo se siamo un unico gruppo coeso possiamo impattare sui territori”. cdn/AGIMEG









