Cangianelli (EGP-FIPE): “Regole uniformi su territorio nazionale garantiscono contrasto illegalità, riducono compulsività e tutelano le attività di impresa”

Si è svolto nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, l’incontro dal titolo “Confronto Aperto. Il futuro del gioco legale con regole condivise”. L’iniziativa, promossa da EGP – Associazione italiana esercenti giochi pubblici aderente a FIPE Confcommercio – porta in Umbria un confronto pubblico, tecnico e istituzionale su un tema di crescente rilievo: garantire un modello di gioco realmente legale, sicuro e rispettoso delle persone.

Il dibattito si inserisce nel solco dei principi del Manifesto per il gioco pubblico, legale e sicuro presentato da EGP FIPE nel giugno scorso – che parla di regole chiare, prevenzione, legalità e responsabilità – e mira a mettere al centro la tutela della salute, la sicurezza dei territori e la trasparenza dell’offerta di gioco pubblico. Nel corso dell’incontro saranno presentati nuovi dati relativi al contesto umbro, che offriranno una fotografia attuale del settore sul territorio, tra diffusione dell’offerta legale, rischi di dispersione verso il gioco illegale e necessità di rafforzare prevenzione e controllo.

Ad aprire i lavori è stato Emmanuele Cangianelli, Presidente EGP- FIPE Confcommercio: “Ci sono disquisizioni terminologiche intorno al settore. Pensiamo al termine ludopatia, io sono tra quelli che lo chiama con il termine tecnico ‘disturbo da gioco d’azzardo’. Non aiuta non distinguere il gioco oscuro da chi opera in concessione. La materia è complessa spesso anche sui termini con cui si lavora. L’Umbria ha dati migliori sul gioco compulsivo rispetto ad altre regioni del nostro Paese. Abbiamo messo insieme dati di tipo economico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a quelli di tipo epidemiologico e sociale. La Regione Umbria non è però migliore di altri riguardo all’esplosione del gioco negli Under 18. Parto da qui per evidenziare il cambiamento della fruizione tecnologica del gioco con vincite in denaro. Urge cambiare le normative a livello nazionale, che sono il quadro da cui viene il contrasto all’illegalità, le attività di impresa, le soluzioni per ridurre il gioco compulsivo e ad eliminare il gioco degli Under 18. Come imprese che svolgono concessioni pubbliche, ci piace pensare che il sistema concessorio sia opportunità per le imprese. Contrariamente ad altri Paesi, per le imprese poter svolgere le attività con regole certe fornisce un quadro più agevole. Tuttavia queste regole, riguardo i punti fisici e la digitalizzazione dei punti vendita, sono in ritardo da anni. La differenza delle normative impedisce avviare nuove concessioni, senza queste le imprese non posso fare investimenti. C’è quindi uno stallo, ci si affida alla sensibilità sociale delle imprese per contrastare certi fenomeni negativi. Questo è un limite. Si attende a livello nazionale un riordino che è all’interno di un percorso di Delega Fiscale”, ha aggiunto.

“Le imprese che rappresentiamo si sentono parte di un’infrastruttura di sicurezza dell’offerta. Questo è un sistema che ci consente di gestire le imprese in modo più responsabile, ma abbiamo una forte concorrenza dell’illegale, partendo dal gioco online che per sua struttura ha una componente illegale più forte rispetto ai punti fisici. E’ errato pensare che il gioco online sia solamente un sito web, spesso si sostituiscono giochi in concessione all’interno degli stessi punti fisici con tecnologie online. A questo si lega una circolazione del denaro contante importate, con maggiori rischi di riciclaggio. Il tema non riguarda solo la salute, ma anche la criminalità economica. Il manifesto è una lettura delle nostre imprese per suggerire temi di riordino legislativo, che deve riuscire a mettere in linea il livello normativo nazionale e quelli territoriali, altrimenti continueranno interpretazioni in contraddizione tra loro che non danno massima efficienza di contrasto alle patologie del settore e non permettono alle imprese di svolgere al meglio il loro compito. Occorre una qualificazione dei punti vendita più chiara. L’offrire giochi con vincite in denaro non può essere fatto in libera pratica, ma devono esserci degli standard. Si deve ripensare anche la materia degli orari e delle distanze dei punti vendita. Le misure di prevenzione devono essere ripensate nel contesto che è cambiato. Chi lavora nei punti vendita deve essere attore delle misure di prevenzione. In Umbria si è fatta ampia formazione degli esercenti. Poi c’è il tema dell’evoluzione tecnologica, ci sono già tecnologie come l’autoesclusione con i sistemi sperimentati in altri contesti. C’è ancora un grande lavoro da fare per cercare soluzioni tecniche per le future concessioni dei punti vendita. Inoltre, il fatto dell’intelligenza artificiale che possa individuare le fattezze di una persona di giovane età e allarmare il preposto di un punto vendita. L’unione di tecnologia ed esercente potrebbe alzare gli standard. Siamo convinti che solo mettendo insieme le varie componenti del territorio si possa fornire alla politica gli giusti strumenti per fare un passo in più nel futuro per aumentare l’efficacia delle misure di tutela dei più deboli, di contrasto all’illegalità supportando le imprese”, ha detto.

“C’è una legislazione che deve ancora partire ed essere sottoposta alla Conferenza Stato-Regioni e al Parlamento. In altri Paesi questo tipo di percorsi legislativi sono fatti anche con consultazioni pubbliche, in cui i soggetti in rappresentanza delle imprese possono offrire spunti e soluzioni, noi lo facciamo in altre sedi. Spero che i messaggi arrivino. Spero che il percorso sia portato a compimento nelle prossime settimane. Fuori c’è molta confusione sia per gli obiettivi di legalità sia per quelli della salute. Le norme concessorie sono del 1948″, ha sottolineato.

“E’ importante che si delineino i contenuti delle future concessioni. Si deve calibrare una quantità dell’offerta che viene messa sul territorio. L’illegale deve essere perseguito sia sui punti fisici sia nell’online. Dobbiamo fare tanta informazione sull’illegalità per i nostri associati, per non essere coinvolti in un contesto che non è quello delle concessioni. E’ necessario un perimetro di punti ben quantificati, che possa essere un’offerta sostenibile sul territorio, le limitazioni degli orari che devono essere uniformi per tutta l’offerta. I punti devono essere anche ben individuati visivamente, con un’etichetta riconoscibile dell’Agenzia. Si tratta di pubblicità legale dell’attività. La migliore configurazione di un’offerta sostenibile sul territorio parte dall’educazione al consumo. Ci sono anche alcuni problemi di immagine del settore del gioco legale, che si basa sulla circolazione del denaro. Cercare di controllare nelle attività di indagine come circola il denaro è uno strumento importante, anche questo deve servire a distinguere il legale dall’illegale. Sugli spunti per le normative del futuro, incentivare strumenti di pagamento elettronico possono favorire un contesto di controlli più solido”, ha specificato.

“La materia è complessa e ha bisogno del contributo di tutti. Le normative nazionali devono essere bilanciamento tra livello concessorio e regole dei territori. Siamo a fine anno, i temi della legislazione saranno ripresi nel 2026 sia per i territori sia a livello nazionale. Andiamo verso un aggiornamento delle regole di settore. Alcune soluzioni pensate più di 10 anni fa devono essere riportate all’attualità”, ha concluso. cdn/AGIMEG