Malesia, operatrice di 23 anni condannata per gioco online in un locale pubblico: multa o un mese di carcere dopo un blitz della polizia

Una 23enne è stata condannata dal tribunale di magistratura della Malesia al pagamento di 1.000 ringgit (circa 210 euro) o, in alternativa, a un mese di carcere per aver partecipato a gioco online all’interno di un locale a Demak Laut.

La giovane, identificata come Christina Sentunitas, ha ammesso le proprie responsabilità in base alla Sezione 7(2) del Common Gaming Houses Act 1953, che vieta qualsiasi attività di gioco in luoghi pubblici. La norma prevede una sanzione massima di 5.000 ringgit, fino a sei mesi di detenzione o entrambe le pene.

L’operazione della polizia

L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto la sera del 29 novembre, intorno alle 19:20, durante un controllo in un café della zona. La donna è stata trovata mentre partecipava a giochi online tramite telefono cellulare. Gli agenti hanno sequestrato il dispositivo e 102 ringgit in contanti (circa 21 euro), ritenuti collegati all’attività illecita.

Gli accertamenti

Le verifiche successive, condotte con il supporto di un esperto del settore, hanno confermato che il telefono era stato utilizzato per accedere a piattaforme di gioco online, elemento che ha consolidato le accuse formulate dal pubblico ministero Ahmad Fauzulutfi Suriani. La donna non era assistita da un legale.

Le autorità malesi ricordano che il gioco online è illegale nel Paese, indipendentemente dal luogo, dalla modalità o dall’entità delle puntate. Negli ultimi anni i controlli sono aumentati, soprattutto contro attività svolte in caffetterie, ristoranti o aree con Wi-Fi pubblico, dove le operazioni risultano più difficili da individuare.

L’interpretazione giuridica

Secondo osservatori legali, casi come questo ribadiscono che i luoghi pubblici rientrano pienamente nel campo di applicazione della normativa, anche in assenza di apparecchi fisici dedicati al gioco. Una precisazione che rafforza la linea rigorosa adottata dal governo malese nel contrasto alle attività non autorizzate. ng/AGIMEG