I-Com, Parlati (ACMI): “Non vanifichiamo vent’anni di lavoro con scelte sbagliate. Ritardi, incertezze e mancato confronto. Così si indebolisce il presidio del gioco fisico sul territorio”

Gennaro Parlati, presidente ACMI, ha richiamato, al convegno di I-Com, con forza la necessità di affrontare il riordino del gioco fisico in modo concreto, dopo anni in cui sono state presentate molte soluzioni senza mai arrivare al dunque. I tempi lunghi e le incertezze, secondo Parlati, stanno producendo un effetto paradossale: “Il tempo che stiamo perdendo nel cercare delle soluzioni sta indebolendo quello che già sul territorio c’era e che era un prodotto sicuro”.

“Il terrestre è un prodotto sicuro, ma il ritardo delle decisioni lo sta indebolendo”

Parlati ha ricordato che ACMI rappresenta i produttori di apparecchi e che ciò che è distribuito sul territorio “rappresenta un prodotto sicuro, lo è da sempre, con dei limiti, come tutti i prodotti diffusi in maniera massiva”. Proprio per questo, il ritardo del riordino rischia di compromettere un presidio importante: “Stiamo rischiando di perdere il contatto con i giocatori”.

Rapporto con le istituzioni: “Siamo trattati come parte debole. Il riordino deve invertire la prospettiva”

Negli anni la filiera si è presentata ai tavoli “come una parte debole, da tenere all’esterno”, coinvolta solo quando utile sul piano economico. Il nuovo riordino, secondo il presidente ACMI, deve invece essere l’occasione per riequilibrare i rapporti: “Abbiamo capito che il settore è sano, che la parte del terrestre produce tanto, eppure si continua a perdere tempo rischiando di vanificare tutto”.I-Com, powered by Brightstar, Prospettive del settore dei giochi

Parlati ha criticato l’idea che la soluzione sul territorio passi esclusivamente da riscontri economici alle Regioni: “Preferirei un rapporto schietto e dimostrare che siamo in grado di garantire tutela del consumatore e tutela dei minori. Che tutto si riduca a una discussione economica mi fa rabbia”.

“Abbiamo eliminato 800.000 videopoker: un ruolo fondamentale, ma non riconosciuto”

Rivendicando l’importanza del lavoro svolto in vent’anni di regolazione, Parlati ha ricordato che il settore ha “spazzato via 800.000 videopoker”, definendoli “una macchia per il Paese”.

Nonostante questo, ha detto, le imprese continuano a essere percepite “come controparte o parte debole”, e viene ancora chiesto al comparto di migliorare l’immagine: “Dovete comunicare meglio, ma non ci fate comunicare. La legge ce lo impedisce”.

Ha ribadito che il gioco pubblico “è riservato allo Stato” e che le imprese svolgono un servizio pubblico, sottolineando che il settore dà lavoro a migliaia di persone, un dato spesso ignorato.

“L’Italia è un modello europeo, non vanifichiamo tutto con un riordino confuso”

Parlati ha ricordato che il sistema di controllo italiano è stato un riferimento internazionale: “Sono venuti da tutto il mondo a capire come funzionava il sistema di controllo degli apparecchi da gioco”.

Il timore è che un riordino poco coerente metta a rischio questo patrimonio. In particolare, ha criticato la possibilità che le regole si riducano a distanze e orari: “Se il regolamento unico deve contenere distanze e orari, preferisco la schizofrenia. Almeno un paio di regioni non le applicano”.

“Un riequilibrio dei rapporti e un dialogo vero: questa è la priorità”

Per Parlati, il presupposto del riordino deve essere un cambiamento nell’approccio istituzionale: non un confronto a riforma già scritta, ma una partecipazione reale nella fase di costruzione.

“Pretendiamo di dire la nostra. Magari sbaglieremo, ma si può evitare che certi errori vengano fatti”, ha affermato, chiedendo che il comparto venga coinvolto prima della definizione definitiva delle norme. “Il riordino deve prevedere un riequilibrio nell’approccio e nel dialogo fra le parti. È indispensabile e urgente”. sb/AGIMEG