“Io ho perso le elezioni di sindaco a Pavia proprio per il gioco d’azzardo, perché la stampa la definì ‘la Las Vegas d’Italia’. Di certo, venendo a Pavia nessuno aveva la sensazione di essere a Las Vegas. Piuttosto i numeri erano frutto della trasparenza del gioco pubblico grazie alle norme italiane. Una importante società di gioco, che aveva sede a Pavia, aveva scrupolosamente cablato tutte le macchine in maniera precisa. Così noi avevamo avuto a quel punto un dato fuori scala perché era il 2009. E quindi non era che a Pavia si giocasse tanto, ma tutto il gioco veniva regolarmente censito mentre ancora era una fase di transizione in altri posti”. Questo quanto dichiarato da Alessandro Cattaneo, oggi deputato di Forza Italia, in occasione della quarta edizione dell’Enada Workshop 2025, organizzato da IEG insieme all’associazione Sapar.
Cattaneo ha ricordato che mentre all’estero ci guardavano come un esempio interessante per la gestione del gioco d’azzardo da parte dello Stato, in Italia si parlava di un fenomeno ingovernabile: “Quella era anche un’epoca strana in cui il legislatore locale era abbandonato perché proprio sulla spinta, diciamo, di questa opinione pubblica che demonizzava, criticava il legislatore centrale esitava a regolamentare. E quindi fu la stagione in cui uscirono i regolamenti di distanza. Quello che sicuramente bisogna fare oggi è comunicare la realtà di un gioco regolamentato che garantisce i giocatori. Dobbiamo far conoscere di più anche il concetto di ciò che viene fatto da un punto di vista tecnologico; ciò che viene fatto in collaborazione con la Guardia di Finanza e le altre Forze dell’ordine per il gioco legale. Perché la vera piaga è il gioco illegale.
“E teniamo conto anche della diffusione del gioco on line perché mentre pensiamo di regolamentare un’emergenza ce n’è già un’altra che dovrebbe preoccuparci di più”, ha concluso. gpm/AGIMEG










