Roma, il TAR congela il diniego della licenza per una sala bingo. Resterà aperta fino all’udienza di merito

Il TAR Lazio è intervenuto sul caso di una sala bingo di Roma, sospendendo in gli effetti del provvedimento con cui la Questura aveva negato il rilascio delle licenze di pubblica sicurezza ex art. 88 TULPS per il gioco del bingo e la gestione di VLT ai sensi dell’art. 110, comma 6, lett. b), TULPS.

Il diniego, disposto dalla Questura di Roma il 15 settembre 2025 e notificato il 18 settembre, si fondava sulla presunta presenza di “luoghi sensibili” nelle vicinanze dei locali, in applicazione anche del Regolamento Sale Giochi e Giochi Leciti di Roma Capitale. La società ricorrente ha impugnato l’atto chiedendone l’annullamento e la sospensione, contestando la legittimità del diniego e, in via più ampia, del quadro regolamentare comunale.

Nell’ordinanza cautelare, il TAR non entra nel merito delle censure, ma rileva che le questioni sollevate sono complesse e meritevoli di un esame approfondito in sede di udienza pubblica, ritenendo la materia “insuscettibile di definizione nel quadro della sommaria delibazione propria della presente fase cautelare”. Per questo motivo il Collegio ha fissato la trattazione di merito al 17 marzo 2026.

In attesa di quella data, però, il Tribunale ha ritenuto necessario disporre la sospensione interinale dell’efficacia del provvedimento della Questura nei limiti in cui il mancato rilascio delle autorizzazioni di pubblica sicurezza ha già prodotto un effetto a valle: l’avvio da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del procedimento di revoca della concessione bingo. Proprio questo collegamento, secondo il TAR, espone la società al rischio di un danno irreversibile, rappresentato dalla perdita del titolo concessorio, che non sarebbe facilmente rimediabile neppure in caso di futura sentenza favorevole. sm/AGIMEG