Gandolfini (neurochirurgo): “Esiste una correlazione evidente tra gioco d’azzardo patologico e gaming”

“Le dipendenze comportamentali sono spesso sottovalutate. Come accade per l’uso di sostanze vengono attuati gli stessi circuiti celebrali del piacere e della ricompensa. Gioco d’azzardo e gaming vengono fatti attraverso lo smartphone e il tablet interagendo con immagini in movimento che stimolano la produzione di ossitocina, un neurormone legato all’affettività e all’accudimento”. E’ quanto ha sottolineato, nel suo intervento alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, Massimo Gandolfini, Neurochirurgo e Psichiatra – Direttore Dipartimento di Neuroscienze Fondazione Poliambulanza di Brescia.

Gaming e gioco d’azzardo condividono meccanismi neurobiologici. Inoltre il primo può sfociare nel secondo. Nel 2024 in Italia sono stati raccolti 157 miliardi di euro nel comparto del gioco, con perdite di 22 miliardi. Ogni italiano, neonati e ricoverati in RSA compresi, ha giocato in media 2.658 euro, con una perdita di 366 euro. Un milione e 800 mila italiani hanno un profilo di gioco a rischio, mentre 800.000 un rischio moderato o severoa”, ha aggiunto.

“Con l’aumentare dell’età il gioco online viene meno utilizzato. Lo 0,7% delle persone tra i 61 e gli 84 anni presenta un profilo vulnerabile. Secondo uno studio ESPAD, nel 2024 il 45% dei sedicenni italiani ha giocato d’azzardo, con una prevalenza più alta rispetto all’Europa, con una mediana del 23%. Il 6,6% di sedicenni ha un profilo problem gambling, con una prevalenza più bassa di media in Europa. Nel 2024, 840.000 sono gli studenti minorenni che hanno giocato d’azzardo. Oltre 160.000 minorenni hanno giocato online. Il 26% dei sedicenni italiani, inoltre, presenta un profilo di gaming problematico nel 2024, che apre le porte al gioco d’azzardo patologico”, ha sottolineato.

“C’è un legame tra gaming patologico e gioco d’azzardo relazionale e immediato”. Massimo Gandolfini ha fatto quindi l’esempio delle loot box “attraverso cui il soggetto può acquisire benefit. Queste possono essere acquistate con soldi veri. Un meccanismo, questo, che simula il gioco d’azzardo. Il 59% dei giovani che sviluppano una dipendenza da gioco è passata per questa strada”, ha concluso. cdn/AGIMEG