Torino torna a respirare tennis d’élite. L’Inalpi Arena si prepara a diventare il cuore pulsante del mondo sportivo dal 9 al 16 novembre, quando gli otto migliori giocatori del pianeta si contenderanno le ATP Finals 2025. Un torneo che chiude una stagione e incorona il vero re del tennis mondiale. E al centro del palcoscenico, inevitabilmente, c’è lui: Jannik Sinner.
Sinner arriva a Torino da detentore del titolo e da uomo da battere. Le quote lo confermano: il suo trionfo è offerto a 1.50, un segnale chiaro di fiducia assoluta nei confronti del numero due del ranking. Jannik, inserito nel gruppo Borg, dovrà però farsi strada in un girone tutt’altro che morbido. Ad attenderlo ci sono Zverev, Shelton e Auger-Aliassime, tre avversari battuti di recente sul cemento di Vienna e Parigi ma pronti a tentare la vendetta nella bolgia torinese.
Il rivale più temuto è ovviamente Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, fermo a 4.50, sa che ogni scambio può essere decisivo per riscrivere la gerarchia del tennis. Inserito nel gruppo Connors, affronterà Djokovic, Fritz e De Minaur: un tabellone pieno di insidie. E proprio Djokovic, quotato 16.00, resta il grande punto interrogativo della vigilia. La sua presenza non è ancora certa, ma se dovesse confermare la partecipazione, il torneo assumerebbe contorni ancora più incandescenti. In caso contrario, spazio al nostro Lorenzo Musetti, che con la sua quota da outsider (50.00) sogna un ingresso in extremis tra i giganti e un derby contro Sinner.
Alle spalle dei due dominatori, le distanze sono nette. Taylor Fritz viaggia a 12.00, Zverev e De Minaur condividono il 20.00, mentre Auger-Aliassime insegue a 25.00. Più indietro Ben Shelton, valutato 33.00, il talento esplosivo che ha infiammato la stagione con la sua potenza ma che ancora deve dimostrare continuità ai massimi livelli. Tutti, però, sanno che in una settimana può succedere di tutto: le Finals non perdonano distrazioni, e la pressione di Torino può ribaltare qualsiasi pronostico.
Due gironi, quattro giocatori per gruppo, poi semifinali e finale: un format crudele, dove ogni match pesa come una finale e ogni dettaglio può decidere il destino di una stagione intera. Per Sinner, l’obiettivo è duplice: confermare il titolo e chiudere l’anno al vertice. Alcaraz, invece, insegue un traguardo che gli è sempre sfuggito: conquistare Torino per riprendersi lo scettro del ranking mondiale e dimostrare di essere ancora il volto del futuro.
Le quote raccontano la distanza tra i sogni e la realtà: Sinner parte avanti, Alcaraz non molla, Djokovic resta l’incognita eterna. Tutto il resto è attesa, brivido e passione. Torino si prepara a incoronare un nuovo re. E chissà che il trono non resti, ancora una volta, nelle mani dell’Italia.









