Il report del terzo trimestre 2025 della British Horseracing Authority (BHA) fotografa un settore a due velocità: da un lato crescono le presenze dal vivo, dall’altro continua a contrarsi il giro d’affari delle scommesse. Nei primi nove mesi dell’anno il turnover complessivo è sceso del 4,2% rispetto al 2024 e del 12,8% sul 2023; il fatturato medio per corsa è calato del 5,8% su base annua e dell’11,4% rispetto a due anni fa.
La domanda dei giocatori si sta concentrando sempre più sugli eventi di fascia alta. Una polarizzazione che il report collega anche ai controlli di accessibilità, capaci di ridurre l’attività degli scommettitori ad alta puntata e di sostituirli con un pubblico più ricreativo, attivo soprattutto nelle riunioni principali.
In controtendenza, gli spettatori dal vivo tornano numerosi: le presenze totali raggiungono 4,109 milioni (da 3,918 milioni nel 2024), pari a un +4,9%. Il miglioramento viene attribuito al meteo favorevole e alla campagna nazionale “The Going Is Good”, lanciata a maggio, oltre agli sforzi di marketing dei singoli ippodromi. Positivi anche i dati televisivi: il Royal Ascot ha totalizzato 5 milioni di spettatori nelle cinque giornate, con l’ultima giornata in crescita di oltre il 20% annuo.
Sul fronte field sizes il quadro è misto. I premier fixtures mantengono una buona competitività, con una media di 10,97 partenti per le riunioni Flat (2024: 10,79) e 9,93 per i Jump (2024: 9,97). Nei core fixtures, invece, le medie scendono a 8,54 nel Flat (2024: 8,78) e 7,63 nei Jump (2024: 8,52). Tra i fattori indicati: minori precipitazioni, 98 corse aggiuntive grazie a meno riunioni annullate e una diminuzione della popolazione equina. sm/AGIMEG










