Il titolare di una sala giochi di Novara, con 17 slot e 22 Vlt, ha impugnato in Cassazione una sanzione di oltre 78.000 euro comminata nel 2021 per la violazione delle distanze minime dai luoghi sensibili di 500 metri previste all’epoca dalla normativa piemontese.
Dieci giorni dopo il verbale è entrata in vigore una nuova legge regionale che ha ridotto il limite a 400 metri e ha escluso dall’elenco dei luoghi sensibili scuole primarie e medie, chiese, oratori, impianti sportivi e stazioni. Con le nuove regole l’esercizio sarebbe risultato conforme.
Su questa base l’esercente ha chiesto al Tribunale civile di Novara l’applicazione retroattiva della norma più favorevole. La richiesta è stata respinta in primo grado e in appello dalla Corte di Torino. Da qui la decisione di rivolgersi alla Suprema Corte per ottenere l’annullamento della sanzione. sm/AGIMEG









