Il Cybercrime Investigation and Coordinating Center (CICC) delle Filippine annuncia un risultato netto nella lotta al gioco online illegale: nel terzo trimestre del 2025 gli URL rilevati collegati a piattaforme di gioco non autorizzate sono diminuiti del 93,6%, passando da oltre 4.300 nel secondo trimestre a 275 nel terzo. Il dato arriva da un report congiunto del CICC e di Gogolook, società “TrustTech” taiwanese nota per l’app Whoscall, lanciata nelle Filippine nel 2023 e con partnership governativa rinnovata a gennaio.
Secondo il CICC, il calo è l’effetto combinato di monitoraggi più intensi e di campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, invitati a segnalare attività online sospette. L’Autorità sottolinea che il gioco illegale non è solo un problema morale e sociale, ma alimenta reati finanziari, furti di dati e riciclaggio: “Ogni sito oscurato tutela le famiglie filippine e conferma l’efficacia di un’informazione continua”.
Il ruolo di Whoscall è centrale sul fronte prevenzione: l’app identifica chiamate e link fraudolenti e offre funzioni base gratuite. Il fondatore e CEO Jeff Kuo ha definito l’anti-scam “un diritto umano”, ribadendo l’impegno a mantenere accessibili gli strumenti essenziali e a promuovere un modello di “responsabilità condivisa” tra utenti e istituzioni. Le Filippine — spesso definite la “capitale mondiale dei social media” — sono tra i mercati in più rapida crescita per l’app.
Sul versante dell’industria legale, ad agosto 19 operatori iGaming con licenza Pagcor hanno dato vita alla PlaySafe Alliance, con l’obiettivo di contrastare gli operatori illegali e spiegare al pubblico la differenza tra piattaforme autorizzate e non regolamentate. Un tassello che si aggiunge all’azione pubblica, mirando a spostare traffico e fiducia verso l’ecosistema conforme.
Nel complesso, il terzo trimestre del 2025 segna un punto di svolta: meno link attivi, maggiore vigilanza e una cooperazione pubblico–privato che sembra funzionare. La sfida, avverte il CICC, resta quella di mantenere alta l’attenzione: l’illegalità digitale evolve rapidamente e richiede strumenti tecnologici aggiornati, educazione continua degli utenti e interventi coordinati tra governo, forze dell’ordine e operatori del settore. sm/AGIMEG










