La Procura di Varese ha concluso le indagini relative all’operazione “Easy Slot”, che aveva portato alla luce un presunto sistema di irregolarità nella gestione delle slot collegate alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, mentre altri due indagati hanno scelto la via del patteggiamento.
Secondo le contestazioni, i gestori coinvolti avrebbero trattenuto somme di denaro che invece dovevano essere versate all’Erario, generando un’evasione complessiva stimata in circa 4,7 milioni di euro.
Le accuse contestate
Nel fascicolo della Procura compaiono dodici capi di imputazione: tra i reati ipotizzati figurano peculato, appropriazione indebita, dichiarazione fraudolenta, autoriciclaggio, truffa ai danni dello Stato e bancarotta fraudolenta. Un ventaglio di accuse che delinea, secondo l’accusa, un vero e proprio meccanismo organizzato attraverso diverse società legate al settore del gioco.
Udienza preliminare fissata al 15 ottobre
Il procedimento è ora nelle mani del giudice per l’udienza preliminare, Niccolò Bernardi, chiamato a decidere il prossimo 15 ottobre se accogliere o meno la richiesta della Procura.
La denuncia e l’avvio delle indagini
Le indagini erano partite da una segnalazione di uno dei concessionari di gioco – oggi parte civile per il risarcimento dei danni – contro un gestore di apparecchi. Da quella denuncia la Guardia di Finanza, nel 2024, aveva avviato accertamenti che hanno incluso analisi dei flussi bancari, controlli documentali, intercettazioni di chat e audizioni di testimoni.
Gli inquirenti sostengono che gli indagati abbiano operato come un gruppo criminale ben strutturato, capace di muoversi nel settore della raccolta e gestione del gioco legale per appropriarsi di somme destinate allo Stato. om/AGIMEG









