Un giudice federale della California ha respinto le richieste di Apple, Google e Meta di archiviare le cause collettive avviate contro di loro nel 2021. Le aziende sono accusate di aver promosso app di casinò online che avrebbero spinto utenti a spese compulsive, trattenendo allo stesso tempo commissioni sulle transazioni.
I motivi giuridici
Il giudice Edward Davila, del tribunale federale di San Jose, ha ritenuto non del tutto applicabile la Sezione 230 del Communications Decency Act, norma che protegge le piattaforme dai contenuti caricati da terzi. Secondo la decisione, l’immunità non copre l’elaborazione dei pagamenti, attività che non può essere equiparata al ruolo di “editore” rivendicato dalle società.
Le accuse ai colossi tecnologici
I querelanti sostengono che l’App Store di Apple, il Play Store di Google e Facebook di Meta abbiano incentivato un’esperienza “in stile Las Vegas” attraverso un sistema che avrebbe generato una forma di racket illegale. Le accuse parlano di effetti gravi sugli utenti, tra cui depressione e pensieri suicidari, mentre le tre società avrebbero trattenuto commissioni pari al 30% per un totale stimato di oltre 1,8 miliardi di euro.
Le richieste di risarcimento
Le cause chiedono risarcimenti compensativi e tripli danni, oltre ad altri provvedimenti. Alcune contestazioni relative a leggi statali sono state archiviate, ma la maggior parte delle accuse basate sulle normative di tutela dei consumatori resta valida, con l’eccezione della California.
Apple, Google e Meta avranno la possibilità di ricorrere alla Corte d’appello del Nono Circuito, data l’importanza delle questioni legate alla Sezione 230. Per il momento, nessuna delle società coinvolte ha rilasciato commenti, mentre anche i legali dei querelanti non hanno ancora reagito pubblicamente alla decisione.









