In Italia l’autoesclusione consente ai giocatori di sospendere completamente la propria partecipazione da qualsiasi gioco a distanza. Essa può essere richiesta in due forme: a tempo determinato, per un periodo prefissato di 30, 60 o 90 giorni con riattivazione del conto di gioco automatica alla scadenza del termine, oppure a tempo indeterminato: l’autoesclusione in questo caso non ha un termine stabilito. La revoca di un’autoesclusione a tempo indeterminato è possibile solo dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla richiesta iniziale. E’ quanto ricordato nel Bilancio di Sostenibilità 2024 di Acadi, presentato questa mattina a Roma.
L’autoesclusione è uno strumento volontario valido per tutti i concessionari di gioco a distanza e che si estende a tutti i conti di gioco attivati dall’utente. Durante il periodo di autoesclusione, al giocatore è inibita l’apertura di nuovi conti, la possibilità di giocare e di effettuare depositi sui conti esistenti. È invece consentito il prelievo delle vincite e la chiusura dei conti con il ritiro del saldo residuo.
Dal 2020 il numero di giocatori autoesclusi, in confronto al numero complessivo dei giocatori nel canale a distanza costituito da tutti i concessionari abilitati al mercato regolamentato ha generato una incidenza percentuale cresciuta costantemente dal 2,54% nel 2020 al 4,34% nel 2024.
Tale dinamica indica certamente come, parallelamente all’aumento del numero totale di
persone che giocano online, è aumentata la percentuale di coloro che ricorrono allo strumento dell’autoesclusione come misura di controllo del proprio comportamento di gioco, ponendo basi promettenti per l’utilizzo di questo strumento nelle reti dei punti vendita.
cdn/AGIMEG










