Forum Acadi 2025, Cardia: “La tutela dell’utente deve guidare le regole del comparto. Preoccupati per i ritardi: servono misure ponte fino al 2027″

È in corso a Roma, presso la sede nazionale di Confcommercio, il Forum Acadi 2025, un momento di confronto pubblico dedicato alla tutela della salute e allo sviluppo sostenibile del settore del gioco pubblico. Nel corso dei lavori viene presentato il nuovo Bilancio di Sostenibilità di Comparto.

Tra gli interventi più attesi, quello di Geronimo Cardia, presidente di Acadi-Confcommercio, che ha sottolineato la centralità della tutela dell’utente come obiettivo prioritario, evidenziando criticità strutturali e dati che richiedono un confronto immediato con le istituzioni.

“L’obiettivo della nostra associazione è approfondire i temi che ci appartengono, portando alle istituzioni le nostre ragioni basate su dati scientifici, affinché tutto sia in linea con gli interessi pubblici e del comparto. Tutto ciò che troviamo nel bilancio di sostenibilità è misurato e calibrato a tutelare la salute dell’utente. Noi lavoriamo su salute, legalità, gettito e occupazione. Abbiamo voluto metterlo in evidenza dedicando questo forum alla tutela dell’utente.

Noi applichiamo le regole delle imprese, che risiedono in una doppia materialità: cosa combina il comparto e le norme che sono previste nella società e che le aziende devono rispettare, quindi che impatto hanno sulle aziende. Dalla comparazione dei dati di quest’anno ci accorgiamo che la spesa del giocatore aumenta negli anni se paragonata a quella del 2018. L’unica cosa che rimane ferma è la spesa del giocatore per gli apparecchi. Le misure che esistono non hanno portato i risultati attesi.

Il gettito erariale è rimasto in equilibrio dal 2018, ma quello derivante dagli apparecchi è calato. Questo è il primo anno che si verifica una cosa del genere ed è sintomatico di qualcosa che non funziona nella tutela dell’utente. Ci sono 500 comuni in meno che hanno il presidio di legalità per la rete generalista. Gli apparecchi che hanno perso la presenza dello Stato accedono ad altri tipi di offerte, peggio ancora se sono illegali.

I dati sull’occupazione sono stabili, 150 mila lavoratori, ma la rete degli apparecchi ha perso 4500 lavoratori. Sta succedendo qualcosa che dobbiamo avere il coraggio di affrontare. Abbiamo le idee chiare e ne parleremo nel corso del dibattito”.

Cardia ha infine concluso: “Siamo preoccupati perché i tempi stanno slittando. Bisogna cominciare a parlare di misure ponte per traghettare il settore degli apparecchi fino ai primi effetti della nuova concessione, che prima del 2027 abbiamo paura che non vedrà la luce”. ng/AGIMEG