Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) ha respinto il ricorso presentato da una società contro il comune di Carpi, con cui era richiesto il risarcimento dei danni derivanti dall’ordinanza comunale del 2020 che aveva imposto limitazioni agli orari di funzionamento delle slot machine e videolottery.
La società, che gestisce una sala giochi, sosteneva di aver subito un danno economico quantificato in circa 52 mila euro di mancati ricavi, oltre a 50 mila euro per perdita di clientela e chance. Tali danni sarebbero stati causati dalla riduzione degli orari di accensione delle macchine, provvedimento poi annullato dal TAR nel 2021 per eccesso di potere.
Il TAR, tuttavia, ha ritenuto che il gestore non abbia fornito prove sufficienti né sul danno né sul nesso causale con l’ordinanza comunale. In particolare, i giudici hanno evidenziato che la comparazione con gli incassi del 2019 non teneva conto delle restrizioni e del calo di clientela dovuti alla pandemia e alle regole sul green pass. Inoltre, la società non ha prodotto confronti con realtà territoriali simili, mentre un controllo della Polizia Locale ha rilevato che diversi apparecchi risultavano accesi anche durante gli orari di spegnimento.
Secondo il TAR, la società non ha neppure utilizzato gli strumenti di tutela disponibili, come la richiesta di sospensione cautelare dell’ordinanza, che avrebbe potuto ridurre gli effetti pregiudizievoli. La domanda risarcitoria è stata rigettata e le spese di giudizio sono state compensate tra le parti. sm/AGIMEG









