L’indagine condotta dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per conto della Fondazione FAIR fotografa non solo le abitudini, ma anche gli atteggiamenti dei giovani italiani under 25 verso il gioco con denaro.
Secondo i dati raccolti su un campione di 1.342 ragazzi e ragazze, la percezione del rischio è diffusa: il 43% dei giocatori e il 57% dei non giocatori ritiene che si possano perdere grandi somme, mentre il 45% di giocatori e il 54% di non giocatori lo considerano pericoloso perché capace di generare dipendenza.
Accanto a queste valutazioni, emergono però anche visioni più leggere: per il 22% degli intervistati il gioco è soprattutto un passatempo, per il 24% dei giocatori è legato alla passione sportiva e per il 19% rappresenta un banco di prova delle proprie capacità. Un terzo del campione attribuisce la vittoria principalmente alla fortuna.
Il gioco viene inoltre associato alla dimensione relazionale: il 13% lo lega alla socialità e il 19% lo considera un’attività che può stimolare la mente o persino avere una valenza educativa. Non mancano le opinioni secondo cui il gioco senza denaro possa essere altrettanto divertente (41% dei non giocatori, 25% dei giocatori).
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