Il Ministero delle Finanze del Brasile, tramite la Segreteria dei Premi e delle Scommesse, ha rilevato una nuova strategia adottata dagli operatori di scommesse illegali: l’utilizzo di istituti di pagamento non ancora soggetti all’autorizzazione della Banca Centrale. Queste piattaforme, prive di regolamentazione, permettono ai siti non autorizzati di continuare a processare transazioni anche dopo i sequestri di domini.
Secondo il segretario Regis Dudena, tali pratiche avranno conseguenze sulle future richieste di licenza delle istituzioni coinvolte: “Abbiamo già emesso avvisi e, nei casi recidivi, i rapporti saranno trasmessi alla Polizia Federale”.
Attualmente, un istituto di pagamento deve registrarsi presso la Banca Centrale solo se movimenta oltre 500 milioni di real (78,3 milioni di euro) in 12 mesi o gestisce almeno 50 milioni di real (7,8 milioni di euro) in conti prepagati. Chi opera sotto questa soglia rimane fuori dal controllo diretto, creando una falla sfruttata dal mercato nero.
Intanto, il comparto legale continua a crescere: in poco più di sei mesi di attività regolamentata, 78 operatori autorizzati servono 17,7 milioni di utenti attraverso 182 piattaforme. Nello stesso periodo, SPA e Anatel hanno oscurato 15.463 siti illegali, bloccato 255 conti di scommettitori e 45 conti aziendali.
Il mercato regolamentato ha già generato 17,4 miliardi di real (2,73 miliardi di euro) di ricavi lordi, con un gettito fiscale di 3,8 miliardi (600 milioni di euro) e 2,2 miliardi (340 milioni di euro) in tasse di licenza.
Le autorità brasiliane puntano a rafforzare i controlli su operatori e intermediari finanziari, con l’obiettivo di chiudere le falle normative, proteggere i consumatori e consolidare un settore sicuro, trasparente e sostenibile. sm/AGIMEG









