Lotto e SuperEnalotto, il Consiglio di Stato: “Serve più chiarezza su payout, definizioni e coordinamento delle norme”

Nell’adunanza del 26 agosto 2025 la Sezione consultiva per gli Atti normativi del Consiglio di Stato ha reso il proprio parere sullo schema di “Regolamento generale dei giochi numerici” predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. 41/2024. Il provvedimento mira a dare una cornice organica ai giochi numerici, distinguendo regole comuni e disposizioni specifiche per le diverse tipologie, con l’obiettivo dichiarato di razionalizzare un quadro oggi frammentato tra atti regolamentari degli anni Novanta e determinazioni direttoriali ADM. Il Consiglio di Stato esprime il parere “nei sensi di cui in motivazione”, richiamando una serie di rilievi sostanziali, soprattutto laddove il regolamento tocca i due pilastri del comparto, Lotto e SuperEnalotto.

Sul piano delle ragioni dell’intervento, la Sezione riconosce l’intento di uniformare la disciplina, ma contesta la debolezza dell’Analisi d’impatto della regolamentazione: i dati inseriti non spiegano come le nuove regole assicurerebbero il mantenimento dei livelli di raccolta dei prodotti trainanti né chiariscono il nesso tra il perimetro regolamentare e l’innovazione di prodotto affidata ai concessionari. Neppure reggerebbe, secondo i giudici, l’argomento dell’estensione alla partecipazione a distanza: per Lotto e SuperEnalotto la raccolta online è già ammessa da anni, per effetto di norme e atti attuativi precedenti, sicché l’art. 21 del d.lgs. 41/2024 non basta da solo a giustificare la riscrittura della cornice.

Il cuore del parere si concentra poi su alcuni nodi tecnici. Anzitutto il capitolo definizioni: “pronostico” e “combinazione” sono usati in modo non coerente tra articolo sulle definizioni e norme successive, con il rischio di incertezze applicative. Per un regolamento destinato a valere come “parte generale” dei giochi numerici, chiarezza terminologica e sistematicità sono condizioni imprescindibili.

Altro passaggio sensibile riguarda il payout: l’articolo 15 fissa un range teorico tra il 50% e il 78%, ma la Sezione ricorda l’esistenza del tetto massimo del 75% stabilito dalla legge per i giochi “di qualsiasi categoria” e sollecita un’analisi quantitativa seria a supporto di scelte che incidono su entrate erariali e dinamiche di gioco. Anche il termine di 60 giorni per la riscossione delle vincite viene messo a fuoco: la previsione regolamentare è in sé ammissibile alla luce della giurisprudenza, ma le deroghe richiamate in modo generico a “specifiche discipline” vanno definite con precisione.

Dove l’attenzione si fa massima, in ottica di Lotto e SuperEnalotto, è sul coordinamento tra il nuovo testo e le discipline speciali vigenti. Per il Lotto, che resta regolato dal d.P.R. 303/1990, e per il SuperEnalotto, la bozza non chiarisce se il nuovo regolamento si applichi in via generale salvo specialità, oppure se determinate materie restino integralmente escluse e rimesse ai regolamenti settoriali. Senza criteri espliciti di prevalenza e senza una mappa delle interferenze, il rischio è di duplicazioni o contrasti normativi proprio sulle meccaniche più rilevanti: basi numeriche, modalità di estrazione, tempi di chiusura dei concorsi, contenuto delle ricevute e disciplina delle vincite straordinarie. Su queste ultime, inoltre, i presupposti per l’intervento direttoriale ADM sono giudicati eccessivamente generici: occorrono criteri puntuali sulla “giacenza dei fondi” e sulle soglie che rendono opportuna la redistribuzione.

Il Consiglio di Stato invita anche a pulire il testo da rinvii imprecisi e previsioni ridondanti, a inserire la clausola di invarianza finanziaria e a uniformare i richiami agli avvertimenti su probabilità di vincita e rischi di dipendenza, senza aprire varchi che consentano riduzioni informative in ragione delle dimensioni dei tagliandi. In controluce, la Sezione rilancia una soluzione strutturale: un vero codice di settore che, partendo dal livello primario, riordini integralmente la materia, cui far seguire un coerente riassetto della regolazione secondaria.

Il messaggio, in definitiva, è chiaro: per dare stabilità e certezza alle regole dei giochi numerici — anzitutto Lotto e SuperEnalotto — non basta una “parte generale” se restano ambiguità su payout, definizioni e rapporti con le discipline speciali. Servono basi analitiche solide, criteri trasparenti e un coordinamento normativo esplicito, perché da queste scelte dipendono sia la tutela dei giocatori sia l’equilibrio delle entrate pubbliche. sm/AGIMEG