Quando la Premier League ha alzato il sipario sulla nuova stagione, i riflettori non si sono accesi solo sul campo, ma anche sugli sponsor che campeggiano sulle maglie. Per il secondo anno consecutivo, più della metà dei club (11 su 20) presenta il nome di una società di scommesse sul petto dei propri giocatori, una presenza senza precedenti da quando il campionato è nato nel 1992.
Un approfondimento di Bloomberg ha analizzato questa tendenza, sottolineando come nessun altro settore abbia mai avuto una diffusione simile nel calcio inglese.
Un business miliardario ma contestato
Gli accordi con le società di gioco hanno portato ingenti ricavi ai club e alla Lega, ma non sono mancati i contraccolpi: diverse associazioni denunciano da tempo l’impatto negativo della pubblicità del betting, soprattutto per chi lotta contro la dipendenza.
Proprio per rispondere a queste pressioni e all’ombra di possibili interventi governativi, la Premier League ha deciso di introdurre una messa al bando volontaria degli sponsor di scommesse sul fronte delle maglie a partire dal prossimo anno. Restano però consentite le sponsorizzazioni su maniche, led a bordocampo e maxi-schermi negli stadi, il che significa che la presenza del betting nel calcio inglese continuerà a essere molto forte.
Calcio e bookmaker
Secondo gli esperti, la crescita del settore sulle maglie è stata favorita dal Gambling Act del 2005, che ha aperto le porte alla pubblicità del gioco anche su tv e radio, innescando un boom senza precedenti.
“Le aziende di scommesse sono fortemente dipendenti dal calcio per i propri profitti, ed è per questo che investono massicciamente nelle sponsorizzazioni”, spiega Christina Philippou, docente di Accounting e Sport Finance all’Università di Portsmouth.
Molti di questi sponsor non sono marchi noti al pubblico britannico: spesso si tratta di bookmaker registrati in Asia o in giurisdizioni europee come Isola di Man o Gibilterra, con nomi alfanumerici (bj88, net88, 96.com, LaBa360) riconoscibili solo grazie alla presenza sulle maglie.
Cosa succederà dopo il 2025?
Il futuro è ancora incerto. Diversi club puntano a monetizzare fino all’ultimo con le sponsorizzazioni di betting prima dello stop, rinviando il processo di sostituzione. Secondo alcuni analisti, a colmare il vuoto lasciato dal betting potrebbero tornare in auge i grandi marchi tech, già protagonisti negli anni ’90, o nuove realtà emergenti legate a crypto e intelligenza artificiale. sm/AGIMEG









