Brasile, in corso alti contenziosi sulle lotterie comunali e proposta di maxi-tassa retroattiva sul gioco online

Il ministro Nunes Marques, relatore dell’ADPF 1212 presso la Corte Suprema Federale brasiliana, ha autorizzato l’ingresso di quattro organizzazioni come amici curiae (amici della corte) in un’azione che contesta la legittimità di leggi municipali per l’istituzione di lotterie, scommesse sportive e giochi online. L’azione, avviata dal partito Solidariedade, punta alla sospensione di norme locali in varie città, tra cui San Paolo, Belo Horizonte e Porto Alegre, ritenute in contrasto con la competenza esclusiva dell’Unione in materia.

Sono stati ammessi l’Associazione nazionale delle lotterie municipali e statali (ANALOME), l’Associazione nazionale di giochi e lotterie (ANJL), la Confederazione nazionale dei servizi (CNS) e lo Stato del Paraná, già attivo in materia di concessioni pubbliche. Rigettata invece la richiesta della Bethanus Assessoria Empresarial per mancanza di rappresentatività nazionale. Marques ha motivato la decisione con la necessità di ampliare il dibattito costituzionale, ribadendo che l’ammissione come amicus curiae è discrezionale.

Il ricorso e la questione di fondo

Solidariedade chiede la sospensione immediata delle leggi comunali che consentono a operatori di agire senza autorizzazione federale, avvertendo del rischio di un’erosione di risorse a danno dei cittadini e di standard meno rigorosi rispetto alle concessioni nazionali. In un precedente pronunciamento, lo stesso ministro aveva respinto un’ingiunzione preventiva, optando per acquisire informazioni dalle autorità competenti prima di una decisione finale.

Verso una maxi-tassa retroattiva sul gioco online

Parallelamente, il governo federale sta valutando una tassazione retroattiva sulle scommesse sportive a quota fissa, che potrebbe generare fino a 2,1 miliardi di euro (12,6 miliardi di real). Il provvedimento, in discussione tra l’Agenzia delle Entrate e la Segreteria dei premi e delle scommesse del Ministero delle Finanze, riguarderebbe 135 società attive prima della regolamentazione ufficiale del settore, introdotta a gennaio 2024 e seguita ad aprile da un’imposta del 12%.

Il direttore della Receita Federal, Robinson Barreirinhas, ha precisato che le aziende con presenza sostanziale e utili in Brasile dovranno versare imposte arretrate, inclusi Imposta sul reddito e PIS-Cofins. Attualmente è in esame anche un aumento dell’aliquota dal 12% al 18%, che potrebbe portare, a partire dal 2026, entrate annue aggiuntive per circa 285 milioni di euro. ng/AGIMEG