Il Ministero delle Finanze brasiliano autorizza Caixa Loterias alle scommesse a quota fissa: via libera a BetCaixa, Megabet e Xbet fino al 2029

Il Ministero delle Finanze del Brasile ha rilasciato una licenza per le scommesse a quota fissa alla controllata statale Caixa Loterias, tramite una nuova ordinanza emessa dalla Segreteria dei Premi e delle Scommesse (SPA).

L’autorizzazione avrà validità fino al 31 dicembre 2029 e permetterà di operare sia in forma fisica sia online, nei settori delle scommesse sportive e dei giochi digitali.

Debutto dei marchi pubblici BetCaixa, Megabet e Xbet

L’approvazione consente l’ingresso diretto del Governo nel mercato regolamentato attraverso i nuovi marchi BetCaixa, Megabet e Xbet Caixa, che rappresentano l’iniziativa statale all’interno di un comparto in espansione.

La società Caixa Loterias fa capo a Caixa Econômica Federal, uno dei principali istituti bancari pubblici del Paese e già attivo nella gestione di programmi sociali, lotterie statali e credito abitativo.

Contesto competitivo in fase di ridefinizione

Sebbene la SPA abbia recentemente concesso autorizzazioni a diversi operatori, inclusa Caixa, il Ministro delle Finanze Fernando Haddad ha recentemente espresso dubbi sulla legittimità originaria delle scommesse online, dichiarando che “non avrebbero mai dovuto essere consentite”.

Nonostante le riserve del Ministro, Caixa Loterias mantiene il monopolio sui giochi a gestione statale ed è destinata a diventare uno degli attori principali nel panorama nazionale del gioco.

Concorrenza con operatori privati e iniziative locali

Con il nuovo assetto, Caixa andrà a competere con operatori privati già presenti sul territorio, alcuni dei quali stanno dando vita a un’associazione nel settore del gioco con base a San Paolo, con l’obiettivo di rappresentare gli interessi del comparto.

L’ingresso di un ente pubblico nel mercato regolato delle scommesse e dei giochi online segna un passaggio strategico per il Governo, che consolida così la propria presenza diretta in un settore fino a oggi dominato da soggetti privati. ng/AGIMEG