Nel periodo gennaio-maggio 2025, le entrate tributarie riconducibili ai giochi e lotterie raggiungono i 2.868 milioni di euro, stabili rispetto ai 2.859 milioni del 2024. È quanto emerge dal Rapporto sulle entrate tributarie e contributive pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il dato si inserisce in un quadro di sostanziale stabilità del settore, che continua a rappresentare una componente significativa tra le imposte indirette, ma senza evidenziare variazioni di rilievo rispetto al periodo precedente.
In calo gli incassi effettivi nel bilancio dello Stato
Diverso il dato relativo agli incassi effettivi: secondo il criterio di cassa, le somme versate allo Stato per attività di gioco si attestano a 2.793 milioni di euro, in calo rispetto ai 2.826 milioni del 2024. La flessione è pari allo 0,4%, e può riflettere scostamenti temporali nei versamenti oppure variazioni nel ciclo di mercato, come indicato nel rapporto tecnico del MEF.
Imposte indirette in crescita, il gioco resta stabile
Nel periodo considerato, le imposte indirette complessivamente registrano un incremento, raggiungendo i 100,26 miliardi di euro, con una crescita del 3,6% rispetto al 2024. A sostenere questo andamento sono in particolare l’IVA, che si attesta a 69 miliardi di euro (+2,7%), e le accise sui prodotti energetici, pari a 9,36 miliardi (+2%).
Il comparto del gioco legale, con un gettito di 2,868 miliardi di euro, conferma il proprio contributo stabile al bilancio statale, mantenendosi sopra la soglia dei 2,8 miliardi anche nei primi cinque mesi del 2025.
Bilancio complessivo in aumento, ma il gioco non accelera
Nel complesso, le entrate tributarie totali nei primi cinque mesi del 2025 crescono di 7,3 miliardi di euro su base annua, arrivando a 224,1 miliardi (+3,4%). A queste si sommano le entrate contributive, che raggiungono 120,7 miliardi, con una variazione positiva dell’8,8%, sostenuta dal buon andamento del mercato del lavoro e dalle modifiche normative sul cuneo fiscale. ng/AGIMEG









