Nonostante il campionato di Serie A sia già concluso e archiviato, i riflettori dello stadio Meazza di San Siro si sono accesi per un evento eccezionale organizzato da Samuel Eto’o: l’Integration Heroes Match, una partita di calcio che ha visto contrapporsi grandi campioni del panorama mondiale all’insegna dell’educazione all’integrazione. Samuel Eto’o si è raccontato in esclusiva ai microfoni di LeoVegas.News e ha parlato dell’importanza di questa partita e del serio e attuale tema che porta con sé. L’obiettivo che l’ex bomber nerazzurro si è posto è quello di promuovere la cultura dell’inclusione, combattendo qualsiasi forma di discriminazione negli stadi e nella nostra società. Parte del ricavato della serata sarà devoluto a due associazioni che si occupano di questi temi: la Samuel Eto’o Foundacion e Slums Dunk, attive principalmente nell’aiuto e nel supporto dei bambini che vivono in aree del mondo economicamente e socialmente più svantaggiate.
L’ ex attaccante di Inter e Barcellona ha sottolineato che il razzismo e la discriminazione non sono da ricercare nella maleducazione, ma nell’ignoranza: “Il razzismo, dal mio punto di vista, è per coloro che non conoscono, per coloro che non si danno il tempo di conoscere gli altri e che si credono superiori. Quando conosci le altre persone, conoscerai te stesso e sarai anche più apprezzato”. Il calcio in questo ricopre un ruolo molto importante, fungendo da collante e aggregatore sociale che va oltre le piccole differenze tra cittadini, perché come ha affermato Eto’o: “Il calcio non ha frontiere e i giocatori hanno una grande responsabilità: possono cambiare il modo di pensare di un bambino. Quindi io approfitto di tutti questi campioni conosciuti per tentare di migliorare i nostri figli”. Sneijder, Zanetti, Pirlo Seedorf, Cannavaro, Inzaghi, Dida e tantissimi altri fenomeni tutti uniti per una mission importantissima, capitanati da un campione che già quando incantava sul rettangolo verde era amato, apprezzato e ascoltato in tutto il mondo. Iniziative come questa hanno origine da un pensiero ben definito, che Eto’o ha voluto spiegare così: “Credo che tutti abbiamo il dovere di migliorare la società a prescindere da quale parte del mondo o da come la vediamo. Abbiamo questo dovere. Ho sempre pensato che, quando abbiamo l’occasione, dobbiamo farlo”. Un altro tema centrale della serata è stato il calcio femminile, con la presenza in campo di alcune delle calciatrici più famose a livello internazionale.
Tutta l’intervista è disponibile sul sito di LeoVegas.News. cdn/AGIMEG









