Cassiani (ex consigliere regionale Piemonte) ad Agimeg: “Politica ideologica del M5S sta portando alla morte la filiera del gioco legale in Italia. Prima delle attività di gioco si aprono ristoranti, cinema e teatri, questo è illogico”

“Il fatto che le attività di gioco non abbiano ancora una data certa per la riapertura è un’assurdità. La filiera in Italia coinvolge oltre 300mila persone, tra tutto il mondo che gira intorno al gaming, come gestori, persone che affittano le macchine, chi le mantiene o chi raccoglie il denaro, coloro che lavorano nelle aziende, nella contabilità, i dipendenti. Conoscono personalmente imprese del Piemonte che sono ferme da mesi, dopo aver avuto una legge che è, oserei dire, la peggiore d’Italia e che ha costretto Vlt e AWP a essere completamente cancellate dal presidio cittadino per la questione distanziometro”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg Luca Cassiani, ex consigliere regionale del Piemonte. “Leggo come una follia questo ulteriore contributo dello 0,5 per cento sulla raccolta scommesse che preleva già più soldi per lo Stato ancora prima di aprire. Lo Stato crede che questa sia una mucca da mungere, ma non riesce a farla mangiare. Credo, infatti, questa volta la mucca morirà, ci sarà un epilogo triste per il gioco legale in Italia. Purtroppo vediamo accrescere la gestione dell’illegalità ed in più la filiera del gioco online sta prendendo piede. Dati certificati ci dicono che durante il periodo del lockdown alcuni siti legali hanno registrato anche 200 mila persone collegate contemporaneamente, non sappiamo esattamente a quante centinaia di migliaia ammontino i visitatori di siti illegali. Il gioco si è trasferito sull’online trascinando con sè due questioni: quella dell’incontrollabilità di tutto ciò che avviene, esistono infatti siti legali ma anche illegali, che hanno collocazione in paradisi fiscali all’estero, rendendo così impossibile il prelievo fiscale; poi la Politica ideologica da parte soprattutto del Movimento Cinque Stelle, che vuole punire il gioco legale in Italia, massacrare la filiera e poi cercare di ottenere il più possibile dall’inasprimento delle misure fiscali. E’ un momento particolare per tutti ovviamente, ma credo si stia completamente perdendo la logica. Il settore, purtroppo, verrà travolto da questa vicenda, a discapito anche del fatto che raccoglieva per lo Stato centinaia di milioni di euro di tasse versate. AWP e Vlt, così come il gioco online stanno diventando una grande opportunità per l’illegalità. Sono molto preoccupato, non so come riprenderà il settore delle scommesse, ma il settore delle AWP e delle Vlt sta attraversando una crisi mortale”, ha aggiunto. “Si aprono ristoranti, teatri e cinema e non capisco perché lasciare fuori le attività di gioco. Anticipare l’apertura delle attività di gioco, credo, sarebbe stato possibile. La distanza tra le macchine, ad esempio, può essere facilmente gestita. Ci sono sale slot e sale bingo che sono vicine al fallimento, non so se a giugno riapriranno. C’è chi parla del 3 giugno, ma come e in che condizioni arriveremo a quella data? Le attività di gioco sarebbero le ultime a riaprire, addirittura dopo ristoranti e bar dove è ovviamente più facile la promiscuità, rispetto al fatto di giocare con una macchina e ad una distanza ragionevole dall’altra. Si tratta di una follia. Non vedo come sia possibile anche solo pensare di raccogliere fiscalità da questo settore quando è stato massacrato prima e adesso gli è stato inflitto il colpo di grazia. Da cittadino, da uomo che si occupa da anni di politica e da persona che guarda con occhi trasparenti quello che avviene non capisco come si possa aver devastato un settore e messo in ginocchio centinaia di migliaia di famiglie. Non credo che questo faccia bene al Paese. Al di là della moralità e delle ideologie di chi governa, si sta colpendo in maniera specifica e sadica un settore che ha già dato moltissimo e che non saprei che cosa possa dare ulteriormente allo Stato. Inoltre, viene discriminato nelle riaperture, trattato come la Cenerentola o il Calimero. Vedremo come e quando ripartirà. In Piemonte la ripartenza si lascia dietro due anni di disastro, con il distanziometro in Regione sono state rase al suolo le attività di gioco legale”, ha concluso. cdn/AGIMEG