Veneto, M5S: “Con legge regionale sul gioco, si rischia un significativo passo indietro nella lotta alla ludopatia”

“Altro che ‘legge anti slot’: la norma regionale si sta rivelando il più grande regalo alle lobby dell’azzardo. La solita falsità di questa Giunta”. Sono le parole dei Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Veneto. “Il grido d’allarme stavolta viene dai sindaci dell’alto vicentino ‘In seguito alla legge regionale 38/2019 sul gioco d’azzardo, le sale slot crescono come funghi, la Regione ci lega le mani nella prevenzione – è questo il contenuto della denuncia del sindaco di Sarego, Roberto Castiglion – non va dimenticato che tra i nostri primi compiti c’è la tutela della salute pubblica: si rischia un significativo passo indietro nella lotta alla ludopatia’ segnalano i primi cittadini a seguito di una riunione tenutasi pochi giorni fa. Ma la condizione è la stessa di tanti altri comuni, in tutta la regione”, aggiungono. “Noi del Movimento 5 Stelle Veneto avevamo già lanciato l’allarme in settembre, votando contro il disegno di legge regionale che avrebbe dovuto contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e che invece stava facendo un favore ai gestori. Avevamo presentato un emendamento a nome della nostra consigliera Erika Baldin, che chiedeva di portare ad almeno 10 ore la sospensione quotidiana delle slot machine. Naturalmente respinto dalla maggioranza, molto più attenta agli interessi degli amici di qualcuno che alla salute dei veneti più disperati Locali liberi di restare aperte fino a 18 ore al giorno, con bar che spengono le slot solo dalle 2 alle 8 del mattino”, continuano. “Da una Lega tanto bacchettona e proibizionista da voler contrastare perfino la cannabis legale – concludono i Consiglieri – ci aspetteremmo un vero contrasto a tutte le dipendenze, soprattutto a quelle vere. Ma ormai è un classico: quando ci sono interessi milionari da colpire, tutto il resto passa in secondo piano”. cdn/AGIMEG

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