Slot, Tar Lazio: lecito l’aumento del Preu al fine di assicurare maggiori entrate

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto i ricorsi presentati da alcune concessionarie contro il decreto direttoriale dell’A.A.M.S, pubblicato in data 12 ottobre 2011, nella parte in cui ha previsto “la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 che prevedeva dal 1 gennaio 2012 l’applicazione un prelievo del 4 per cento sull’ammontare delle somme giocate e una addizionale pari al 6 per cento sulla parte della vincita eccedente euro 500. Oltre, a decorrere dal 1 gennaio 2013, all’addizionale sulle vincite eccedenti l’importo di 500 euro, il prelievo sull’ammontare delle somme giocate è del 4,5 per cento”.
A ciò si aggiunga che “il legislatore ha ulteriormente innalzato il PREU: dapprima, con l’art. 1, comma 479, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, la misura del prelievo unico erariale sugli apparecchi VLT è stata elevata, a decorrere dal 1° gennaio 2013, al 5% (percentuale stabilita dal decreto AAMS impugnato al 4,5%); successivamente, con legge 28 dicembre 2015, n. 208, a far data dal 1° gennaio 2016, il prelievo è stato incrementato al 5,5% per le VLT e, da ultimo, l’art. 6, comma 1, del d.l. n. 50 del 2017 ha fissato al 6% il PREU sugli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, lett. b), R.D. n. 773 del 1931”.
Ne consegue secondo i giudici che “il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ad eccezione delle censure con cui è stato dedotto l’illegittimo aumento del PREU al 4% per l’anno 2012”.
Con riferimento all’unica questione rimasta procedibile, è sufficiente rilevare che attraverso l’introduzione delle VLT nel mercato degli apparecchi, il legislatore, con l’art. 12 del D.L. 28 aprile 2009, n. 39, aveva, tra l’altro, individuato una aliquota massima sul prelievo erariale unico applicabile pari al 4% delle somme giocate “con la possibilità di graduare, nel tempo, le percentuali di tassazione in modo crescente, per favorire le fasi di avvio dei nuovi sistemi di gioco”.
Pertanto – spiegano i giudici – appaiono legittimi i decreti direttoriali adottati sulla base di tale disciplina. Tali provvedimenti, infatti, sono stati emanati sulla base di una previsione legislativa che, come detto, ha espressamente autorizzato la variazione della misura del prelievo erariale unico in materia di giochi pubblici, al fine di assicurare maggiori entrate. L’aumento del carico tributario deve ritenersi consentito anche in costanza di un rapporto concessorio sorto precedentemente alle modifiche normative. Nel caso di specie, l’Amministrazione ha operato del rispetto dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, limitandosi ad anticipare, per il 2012, la misura prevista per il 2013 (e, per tale ultimo anno, ad aumentare il PREU di mezzo punto percentuale), in linea con la citata indicazione del legislatore di assicurare un aumento delle entrate”. lp/AGIMEG