Avv. Parrelli ad Agimeg: “Sentenza della Cassazione ha stabilito un principio fondamentale che rivela la non equiparabilità tra PC e totem”

“L’internet point da me difeso di fronte alla Corte di Cassazione era stato sanzionato per 30.000 euro a causa dell’installazione di 6 personal computer che erano stati equiparati ad apparecchi da intrattenimento illegali che possono causare una sanzione che va dai 1.000 euro ai 5.000 euro. Si tratta di una sanzione della norma ex Balduzzi”. E’ quanto afferma ad Agimeg l’avvocato difensore dell’internet point, Mariastella Parrelli. “La vicenda risale al 2014 e ricostruendo la prassi amministrativa dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli c’era la volontà di colpire i totem, ma con tutta evidenza i personal computer non si configurano come totem illegali poiché la sola connessione ad internet e la possibilità a collegarsi a siti di gioco non è sufficiente come motivazione. In più, in questo caso i dispositivi non erano provvisti dello strumento di accettazione di gioco ad opera dell’utente, o di periferiche per il pagamento con denaro o carte. Dunque, i giudici hanno compreso il punto che la difesa ha presentato e ha proceduto con l’annullamento della sanzione da 30.000, stabilendo un principio fondamentale anche per il futuro della prassi: i pc non sono equiparabili ai totem”. ac/AGIMEG

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