Lanzarin (ass. sanità Veneto). “Distanziometro e limiti orari nella legge regionale, ma ho riscontrato sensibilità per il contrasto al Gap tra gli operatori del gioco”


“Al centro dell’attenzione del legislatore regionale ci dev’essere sempre la tutela dei cittadini e dell’interesse pubblico. Guardo quindi con favore al percorso legislativo in corso in Consiglio regionale per dare al Veneto una legge che affronti a 360 gradi il rischio dipendenze da gioco d’azzardo. Una legge che affida a Regione e Comuni il compito primario di prevenire e di prendersi cura dei giocatori patologici e dei danni sociali che il gioco compulsivo causa. Ma che chiede anche il coinvolgimento delle industrie e degli operatori del gioco per limitare, attraverso codici di autoregolamentazione, norme urbanistiche e provvedimenti fiscali, la diffusione dei punti gioco nei centri urbani”.
E’ quanto sottolinea Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità e al Sociale, dopo aver ascoltato – in commissione sanità del Consiglio veneto – le osservazioni degli operatori del settore ‘amusement’, dell’associazione nazionale dei gestori giochi di Stato e dell’Unione italiana Totoricevitori in merito al disegno di legge della Giunta regionale del Veneto sulla ‘prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico’. Un disegno di legge al quale sono abbinate altre tre iniziative legislative, di matrice consiliare (Guadagnini, Lega Nord e Negro), tutte orientate a contrastare il gioco d’azzardo patologico e a ridurre il rischio di dipendenza. “Ho riscontrato attenzione e grande sensibilità tra le forze politiche, ma anche tra gli esercenti e gli operatori dell’industria del gioco e delle sale-scommesse – commenta l’assessore – verso iniziative e misure di prevenzione e contrasto di una dipendenza che sta assumendo dimensioni sempre più consistenti e che va affrontata anche sul piano culturale. Mi auguro che su questo intervento legislativo si realizzi la più ampia convergenza possibile e che la nuova legge quadro di prevenzione del gioco patologico sia presto realtà, a beneficio in particolare di minori, anziani, persone sole e fragili”.

“Le somme giocate in Veneto e il numero dei giocatori compulsivi risultano in continuo aumento – sottolinea l’assessore – Nel 2016 i giocatori problematici in Veneto risultavano essere 32.500 e i potenziali ‘malati di gioco patologico’ erano stimati tra i 3200 e i 3700, Ma solo uno su cinque si rivolge ai servizi pubblici per chiedere un aiuto a uscire dalla spirale della ludopatia, ormai riconosciuta come vera e propria patologia da prevenire e curare”.

La Regione ha attivato già dal 2017 il piano regionale di prevenzione e contrasto in collaborazione con le Ulss, i Serd e le associazioni del territorio, finanziato con 5,3 milioni di euro, per realizzare campagne di sensibilizzazione, formazione per gli operatori, interventi di cura, esperienze di mutuo-auto-aiuto e percorsi residenziali.

“Ma oltre che curare ci interessa prevenire– aggiunge l’assessore – Per questo la Giunta regionale ha predisposto un intervento legislativo a 360 ° che abbina gli impegni di diagnosi, cura e reinserimento dei giocatori patologici a interventi normativi volti a tutelare le categorie più a rischio e la fasce più deboli adottando precauzioni che possono scoraggiare l’insorgere di comportamenti compulsivi”.

I 15 articoli della legge-quadro proposta dalla Giunta prevedono distanze minime dei ‘punti gioco’ dai luoghi di aggregazione sociale (300 metri nei comuni con meno di 5 mila abitanti, 500 in quelli con oltre 5 mila abitanti), stop alle aperture ininterrotte delle sale gioco e niente pubblicità di vincite, obbligo di vetrine trasparenti per le sale e le agenzie di scommesse, Irap maggiorata dello 0,92 per cento per gli esercenti che ospitano slot e apparecchiature da gioco. In materia urbanistica e di regolamentazione amministrativa il disegno di legge rimanda ai Comuni, che possono individuare criteri per la dislocazione territoriale dei punti gioco e prevedere incentivi e forme premiali per gli esercenti che disinstallano ‘macchinette’, slot machines e apparecchiature varie da gioco. Le sanzioni previste per violazioni o mancata osservanza della legge potranno arrivare a 6 mila euro. lp/AGIMEG