Friuli-Venezia Giulia, M5S: “Va rivista la legge regionale sul gioco a causa della latitanza dei Comuni nella sua applicazione”

“Va rivista la legge regionale sul contrasto al gioco visto la latitanza dei Comuni nella sua applicazione”. E’ quanto ha detto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Mauro Capozzella, che ha presentato un’apposita interrogazione a cui il vicepresidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e assessore alla salute e politiche sociali, Riccardo Riccardi, ha risposto durante il Question time in aula. Sono 63 i Comuni – ha fatto sapere Riccardi – che hanno predisposto un elenco dei luoghi sensibili e 28 hanno disciplinato gli orari di apertura delle sale da gioco. Inoltre, un sondaggio sul tema dell’amministrazione regionale nel 2018 ha avuto risposta da soli 73 Comuni su 215. “La legge regionale prevede alcune buone misure come i contributi per la riconversione di sale che ospitano apparecchi e la riduzione Irap per gli esercizi commerciali che li disinstallano, oltre alla riduzione. Ma la normativa è debole laddove assegna ai Comuni la vigilanza e il controllo, senza dare alla Regione la potestà di sanzionare le amministrazioni locali inadempienti. Abbiamo una delle migliori leggi regionali ma se continua l’inerzia dei Comuni sulla vigilanza saremo costretti a modificare la norma”, ha detto Capozzella. “Grazie alla norma da noi introdotta entro il 2022 le sale gioco e sale scommesse ed entro il 2020 qualsiasi altra attività che lucra sull’azzardo dovrà spostarsi a 500 metri dai luoghi sensibili, creando delle città ‘slot free‘. Auspichiamo, dopo questa nostra ennesima denuncia, che gli amministratori comunali si attivino tutti per arginare questa piaga sociale che distrugge la vita di moltissimi cittadini e famiglie della nostra regione”, ha aggiunto il capogruppo Andrea Ussai. cdn/AGIMEG